rotate-mobile
Economia

I bonus spingono il settore delle costruzioni. Ance: «Attenzione alle imprese fasulle»

L'associazione dei costruttori edili elogia gli aiuti statali, «importante volano per la ripartenza del settore». Allo stesso tempo esorta a prevenirne e contrastarne l’utilizzo illecito

Da mesi si osserva un grande fermento nel campo dell'edilizia e delle ristrutturazioni: basta aggirarsi tra le strade delle nostre città per rendersi conto che ovunque ci sono cantieri all'opera, palazzi ricoperti da impalcature e gru in movimento. Merito del superbonus 110%, ma anche di tutte le altre agevolazioni dedicate al consolidamento (sisma bonus), al recupero (bonus ristrutturazioni) e all'abbellimento (bonus facciate) degli edifici, particolarmente adatte a città d'arte come Venezia dove il patrimonio immobiliare è di grande pregio storico ma obsoleto e non performante. Secondo Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Venezia (associazione dei costruttori edili), le agevolazioni statali «si stanno rivelando un formidabile volano di attività e uno strumento per ridare fiato al settore delle costruzioni».

Attenzione al boom di imprese

Un boom di questo tipo, però, desta anche qualche preoccupazione. Spiega Salmistrari: «Un dato apparentemente positivo, ma in realtà preoccupante, è quello per cui solo nell’ultimo anno in Veneto sono nate oltre 1.000 imprese di costruzioni in più. La maggior parte senza alcun dipendente». Chiunque giri per Venezia «vedrà, accanto a quelli delle imprese “storiche”, cantieri senza indicazioni o con cartelli di ditte sconosciute». Il pericolo è che «i lavori siano fatti male e in fretta, con conseguenti rischi anche per la sicurezza sul lavoro». Per questo, chiarisce Salmistrari, «crediamo che debba essere garantito che chi esegue i lavori possieda adeguata e specifica qualifica tecnica e professionale» e che gli interventi vadano eseguiti «nel rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro».

Norme antifrodi e prezzi

Altro punto critico è quello delle nuove norme del decreto antifrodi, in vigore dal 12 novembre. «L’introduzione degli obblighi retroattivi sui costi - spiega il presidente di Ance - ha provocato il blocco delle piattaforme che gestiscono le cessioni dei crediti d’imposta. Dopo giorni di blocco le piattaforme stanno finalmente per tornare in funzione, ma rileviamo che manca ancora il decreto ministeriale sull’aggiornamento dei valori massimi dei prezzari. Sul punto stiamo lavorando per fare integrare i prezzari nazionali con le voci riguardanti la specificità del lavoro nel centro storico». Inoltre, «stiamo lavorando perché sia espressamente sancito che le banche possono acquistare i crediti derivanti dal bonus facciate anche prima dell’ultimazione lavori».

Malgrado le incertezze, conclude Salmistrari, «vogliamo ribadire di essere totalmente favorevoli a tutte le iniziative di prevenzione e contrasto dell’utilizzo illecito dei bonus edilizi: allo stesso tempo chiediamo chiarezza nell’applicazione delle nuove procedure operative, pena il perdurare del blocco delle attività».

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I bonus spingono il settore delle costruzioni. Ance: «Attenzione alle imprese fasulle»

VeneziaToday è in caricamento