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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Doccia fredda per il Casinò, americani in ritirata: "Operazione non redditizia"

La Caesar, dopo aver espresso interesse a novembre per la casa da gioco lagunare, ora dichiara di non essere interessata all'affare. I sindacati chiedono un incontro con il sindaco

Dopo che a novembre il colosso Caesar Entertainment aveva espresso il proprio interesse per entrare nella gestione del Casinò di Venezia, ora il responsabile della comunicazione del gruppo (che possiede oltre 40 case da gioco nel mondo e ha alle dipendenze oltre 7mila persone), annuncia che questo matrimonio "non s'ha da fare". Investimento molto poco profittevole, affermano da oltreoceano.

Per il Casinò, e per il Comune, una doccia fredda che arriva subito dopo la votazione di lunedì da parte del Consiglio sullo scorporo della sua gestione. L'attuale società, controllata da Ca' Farsetti, è stata spezzata nella Cvm spa, titolare degli immobili (e dei debiti), e nella Cvm Gioco, che sarà la concessionaria dei servizi, in cui entreranno nuovi soci. Ma con questa "rivoluzione" sono stati inseriti anche tanti paletti per i privati: garanzie per l'occupazione e sottomissione a un advisory board comunale su tutti.

In ogni caso il sindaco Giorgio Orsoni ha espresso grande soddisfazione per la delibera approvata, in cui sono finite all'ultimo anche garanzie per i dipendenti prima inesistenti nel testo. Secondo il primo cittadino entro l'estate ci sarà la scelta del soggetto che subentrerà nella gestione di Ca' Noghera.


I sindacati, che avevano minacciato scioperi in questo ponte lungo, hanno ammorbidito le proprie posizioni durante un'assemblea di ieri, chiedendo un nuovo incontro con il sindaco per presentare una propria "piattaforma" di proposte per uscire da questa impasse.

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