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Centro Tom Santa Maria di Sala, nuova udienza il 28. «Ad alto rischio di fallimento»

Filcams al tavolo regionale ha chiesto all'assessore Elena Donazzan di sollecitare il giudice al fine di salvare il centro moda e chiudere la vertenza

Un'altra udienza è stata fissata dal tribunale di Venezia, il 28 gennaio prossimo, per la crisi dell'ex centro Tom Tommasini di Santa Maria di Sala, che correrebbe sempre di più il rischio di fallimento. La gestione attuale del Tom Village è tornata a sollecitare un rinvio della presentazione del piano concordatario per evitare la chiusura definitiva, affiancata anche dal commissario designato dalla Regione, Francesca Scatto.

All'incontro in videoconferenza del tavolo moda regionale, giovedì, la segretaria Filcams Cgil di Venezia, Caterina Boato, ha chiesto all'assessore Elena Donazzan di sollecitare il giudice affinché provveda al salvataggio del centro moda e metta fine alla vertenza per 170 lavoratori senza risposte e senza prospettive. La società Clt, che un anno fa aveva preso una parte della superficie di vendita rimettendo al lavoro una settantina di dipendenti dell'ex centro Tom, «ha fatto perdere le proprie tracce», ha detto Filcams. Il consulente designato avrebbe rimesso il mandato. I lavoratori rischiano di tornare in cassa integrazione. «Se venisse decretato il fallimento però, i dipendenti del centro Tom potrebbero perdere anche l'ammortizzatore», e finire in Naspi, cioè in mobilità per 24 mesi, perché non si potrebbero far valere le norme anti Covid che prevedono un blocco dei licenziamenti per lo stato di emergenza decretato dal governo. Procede invece il contratto ponte, fino a fine febbraio, sulle superfici in affitto di ramo d'azienda occupate da Hallo Sport, Vicotex e Loutre. Solo una decina di addetti ex Tom in questo caso sono rientrati al lavoro.

«C’è un grande “malato”, di coronavirus. Ed è il settore della moda - hanno detto ieri, all'apertura del tavolo di “crisi” con gli assessori Donazzan e Roberto Marcato, Pier Giorgio Silvestrin coordinatore tavolo Veneto e presidente Federmoda Cna del Veneto, Roberto Bottoli presidente del coordinamento moda Confindustria Veneto, Giuliano Secco presidente Federazione Moda Confartigianato Imprese Veneto, Giannino Gabriel presidente Federazione Moda Confcommercio Veneto e Marialuisa Pavanello presidente Confesercenti moda Veneto - Serve fare presto». Il Covid sta gettando benzina sul fuoco, specie per le imprese in difficoltà che devono tenere chiuso per rispetto alle norme anti virus nei centri commerciali. La cassa integrazione ha registrato un aumento del 1.850%, c'è stato un crollo delle assunzioni del 34% nei primi 11 mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo dell’scorso anno, con l’annullamento delle più importanti fiere nazionali ed internazionali e la chiusura di molti negozi.
 

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