Certezze e determinazione per far ripartire l’economia: le richieste di Apindustria Venezia al vicepresidente della Regione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

“L’incertezza e l’eccessiva burocratizzazione dei processi operativi sono i più grandi ostacoli alla ripartenza dell’economia del nostro Paese”. Con queste parole Pierangelo Maren, presidente del mandamento miranese di Apindustria Venezia ha aperto il suo intervento durante l’incontro con il vicepresidente della Regione Veneto, Gianluca Forcolin, tenutosi nel tardo pomeriggio di oggi presso la sede di Novaltec Group, a Scorzè.

Il confronto, organizzato da Apindustria Venezia, è stato aperto dal presidente Marco Zecchinel che, nel suo saluto iniziale al pubblico di imprenditori presenti, ne ha voluto ricordare le finalità: “E’ nostra prassi consolidata quella di creare periodicamente momenti di incontro tra le aziende associate dei territori come questo, coinvolgendo le Istituzioni come la Regione Veneto, per prolifici confronti, focalizzandosi sui temi di attualità e di comune interesse, che coinvolgono imprese, famiglie e cittadini. L’obbiettivo di Apindustria Venezia è quello d’esser parte attiva e propositiva nel dialogo tra mondo economico ed istituzioni. La nostra struttura, infatti, pone da sempre una particolare attenzione alla concretizzazione degli strumenti a sostegno delle PMI indispensabili per affrontare adeguatamente prospettive e scenari futuri, in particolar modo nella complessa fase che stiamo attraversando.”

“Occorre, oggi ancor più che in passato - ha ripreso Maren -, dare certezze al tessuto imprenditoriale che si trova a fare i conti con una serie di criticità provocate dalla pandemia che ne mettono a dura prova la tenuta. Per questo è necessario che, l’amministrazione centrale del Paese, prenda decisioni concrete, le sole capaci di sollevare dallo stato di incertezza gli imprenditori sostenendoli a riprendere politiche di investimento e sviluppo. Al contempo è necessario che si agisca sullo snellimento dei processi operativi, che troppo spesso rimangono impantanati nelle sabbie mobili di una eccessiva e insostenibile burocratizzazione. Fermo restando l’eccezione della Regione Veneto, la cui amministrazione si è ancora una volta distinta per prontezza e lungimiranza durante la crisi provocata dal COVID-19, riteniamo indispensabile che a livello centrale si agisca concretamente in favore di una ripresa economico/imprenditoriale capace di ridare fiducia agli italiani. Perché nessun cittadino, sia esso imprenditore o dipendente, davanti a un futuro che si profila incerto è disposto a compiere spese e investimenti ai quali non sa se, domani, potrà fare fronte”.

Dopo avere ricordato l’impegno di Apindustria verso i suoi associati, concretizzatosi tra l’altro con una serie di seguitissimi webinar organizzati durante il lockdown, il vicepresidente della Regione Gianluca Forcolin ha lanciato un appello al Governo affinché “vengano riconosciute, anche a livello di aiuti economici, delle differenze tra le tre regioni del Nord, Lombardia Veneto ed Emilia Romagna (che da sole valgono il 40% del PIL del Paese, ndr.), sul cui tessuto economico la pandemia ha inciso pesantemente, e quelle del Sud, in cui Covid ha avuto ripercussioni sicuramente più lievi”.

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