Venerdì, 18 Giugno 2021
Economia

Ripartono 8 mila imprese dei matrimoni. Artigiani: «Aiuterà contro lo sblocco dei licenziamenti»

Pronta la “certificazione verde” per la modalità di gestione degli eventi. Martin: «L’economia vede spiragli. Speriamo non ci metta un tappo la burocrazia». Al business delle cerimonie lavora un universo di aziende

Wedding, foto di archivio

Scatta il conto alla rovescia per oltre 8 mila imprese veneziane che, con il via alla zona bianca, potranno ricominciare a lavorare nel “wedding”, ossia tra cerimonie, eventi e matrimoni. I numeri sono di Confartigianato Metropolitana di Venezia che annuncia la ripartenza del settore da lunedì 7 giugno, anche al chiuso. «Ciò vuol dire possibilità di lavoro per oltre 35 mila persone. Il tutto, comunque, appeso al meccanismo del “green pass”, la “certificazione verde” per la modalità di gestione degli eventi - commenta Siro Martin, presidente della Confartigianato Metropolitana di Venezia -. La campagna vaccinale sta funzionando, l’economia vede spiragli di ripresa. Speriamo che a tutto questo non ci metta un tappo la burocrazia».

La procedura della certificazione verde, che serve a dimostrare di essere vaccinati, essere guariti dal Covid o di essersi sottoposti a tampone con esito negativo è il documento necessario per partecipare a nozze, relative feste ma anche ad eventi pubblici e maxiconcerti. «La sua gestione deve essere organizzata e in maniera velocissima - continua Martin - . Le imprese hanno bisogno di lavorare e incassare, anche per disinnescare la bomba ad orologeria sociale attivata con lo sblocco dei licenziamenti». Soprattutto per il settore matrimoni, infatti, questo è il periodo cruciale. Lo dicono i dati pre Covid-19: nel Veneto tra giugno e settembre 2019 sono state celebrate 3 unioni matrimoniali su 5, quindi il 60,2% delle celebrazioni. Il comparto interessato è vastissimo. Al business delle cerimonie e matrimoni lavora un universo di aziende; dall’organizzazione, alle location, dal catering all’intrattenimento, dando lavoro a chi opera nella fotografia, acconciatura e trucco, cappelli, abiti, fedi e accessori, fiori, bomboniere, lista nozze e viaggi. In totale si stimano almeno 30 settori coinvolti; autonoleggi con autista compresi, tanto per aggiungerne un altro.

Dall’analisi fatta dall’Ufficio Studi della Confartigianato, complessivamente in provincia ci sono ben 8.323 imprese legate a questo mondo, pari al 10,8% del totale di tutte le imprese presenti sul territorio. Di queste 3.064, pari al 36,8% del complessivo, sono artigiane; praticamente 1 su 3. Tra i settori a vocazione artigiana legati al mondo delle cerimonie e matrimoni spiccano i segmenti che si occupano di benessere, come parrucchieri ed estetiste, l’alimentare tra produzione di cibi, pasticceria fresca, gelati e quant’altro, le attività fotografiche, il settore moda e il settore artistico; aree che dall’esplosione della pandemia ad oggi hanno registrato cali di fatturato che viaggiano dal 20% in meno quando è andata benissimo fino al 60% in meno. «Le nostre imprese e il nostro tessuto economico sono arrivati allo stremo e purtroppo, difficilmente saranno in grado di sopportare il ritorno ai cicli di lockdown pesanti come quelli passati», conclude Martin.

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