Economia

Forza lavoro difficile da trovare per le imprese, c'è chi fa carte false per reperirla

La denuncia dei Consulenti del lavoro che hanno fatto il punto sulla ripresa, lenta e a singhiozzo, nel Veneziano. Gobat: «Forte rischio di illegalità in un quadro così incerto». I dati Inps, il lavoro dell'Ispettorato e dell'Inail. Venturini: «Alle difficoltà della pandemia si aggiunge la burocrazia». Porto: «Sembra che l'emergenza non importi a nessuno»

Un quadro a tinte fosche quello economico del Veneziano che si affaccia ora alla ripresa con lentezza, a singhiozzo, e con molta incertezza. Lo ha spiegato ieri la presidente dell'ordine dei consulenti del lavoro, Patrizia Gobat, aprendo i lavori del convegno annuale della professionalità a Venezia. Da un lato le imprese hanno bisogno di lavoro e non lo trovano. Per reperirlo si affidano a intermediari come agenzie o cooperative che possono rivelarsi di dubbia affidabilità, perché praticano la concorrenza al ribasso omettendo pagamenti di cui il fisco poi chiede conto. Dall'altro l'incertezza permane, sia dal punto di vista sanitario che di reperibilità delle materie prime: il che rende difficile per le aziende programmare. 

«Questi per noi consulenti sono stati mesi in trincea. Purtroppo, qui a Venezia il turismo nazionale non basta e il traffico aereo intercontinentale è ancora ridotto – ha detto Gobat – in questa lenta ripresa stiamo assistendo ad alcuni fenomeni come l'aumento dell'illegalità, che colpisce soprattutto i settori professionali più legati agli appalti come quello turistico». La situazione sociale resta in equilibrio, in un'economia caratterizzata dal turismo, grazie al sistema degli ammortizzatori sociale, afferma il direttore dell’Inps Veneto Antonio Pone. «Ristoranti, alberghi e servizi legati al ricettivo stanno in piedi grazie al Fis, il fondo di solidarietà dei settori che non possono accedere alla cassa ordinaria o in deroga. In provincia di Venezia le richieste totali di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, Fis, e in deroga) pervenute dal primo giugno al 4 luglio di quest'anno sono state 3001, e dal 4 al 18 luglio 1119. Il dato è modesto rispetto ai mesi scorsi, e in diminuzione, precisa Pone. Il numero complessivo delle ore di cassa integrazione autorizzate dall'Inps in provincia di Venezia, nel semestre gennaio-maggio 2020, è stato di 23.403.212. Negli stessi mesi del 2021 è sceso a 16.222.717.

«Il turismo è molto caratterizzante per l’economia veneziana e, a causa delle restrizioni, il flusso turistico a giugno non ha avuto il volume degli anni scorsi – continua Pone –. Il fenomeno sarà di lenta uscita. A partire da settembre probabilmente torneremo ad avere una crescita, ma bisognerà capire in autunno in che condizioni potranno lavorare gli operatori del settore turistico». Inail ha potenziato strumenti che da sempre sono a disposizione delle aziende per dar loro ossigeno,– ha detto il direttore di Inail Veneto, Enza Scarpa – affinché non calino quei costi che incidono sulla sicurezza: parlo degli incentivi, che possono essere un aiuto alle aziende. Ora però ci interessa recuperare anche nella qualità dei servizi».

«Oggi assistiamo a una maggiore difficoltà nell’approccio con le aziende, determinato soprattutto dalla pandemia – ha osservato il capo dell’Ispettorato interregionale del lavoro di Venezia, Stefano Marconi –. Questo ha comunque permesso di ampliare la competenza dei nostri ispettori, che hanno provveduto alla verifica del rispetto dei protocolli aziendali condivisi con le parti sociali. Gli ispettorati stanno accompagnando le aziende dando le informazioni necessarie. Certamente scontiamo il fatto che abbiamo a disposizione un numero molto limitato di ispettori in tutto il Veneto, per questo è importante la sinergia con i consulenti del lavoro, l’Inps e l’Inail per contrastare l'illegalità».

“Dietro a un grande disastro sanitario c’è stata un’altra emergenza incombente: quella lavorativa, economica e sociale – ha affermato l’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini –. E alle difficoltà economiche e sociali si è aggiunta la complessità dei continui cambiamenti di leggi e decreti. In questo i consulenti del lavoro hanno svolto un ruolo strategico». Venturini si è soffermato sul porto di Venezia. «Sento ogni giorno parlare della crisi all'ex Ilva di Taranto, invece dei posti di lavoro nella portualità lagunare sembra non importi a nessuno. Al netto degli ammortizzatori, spesso insufficienti, siamo di fronte a una transizione della crocieristica verso gli approdi diffusi di Marghera che bisognava attendere di completare prima di sospendere le grandi navi. Siamo in contatto con il presidente dell'Autorità portuale Di Blasio e con il governo che dovrà indicarci la via d'uscita».

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