Corsie preferenziali per merci strategiche. Alla crisi si risponde con sistemi smart

Relazioni e contatti per velocizzare l'individuazione, il posizionamento e la consegna dei prodotti più delicati di alcuni container a Venezia. «Nelle crisi si nascondono minacce ed opportunità»

Container al Porto, archivio

Si chiama Psa (Port of Singapore Authority) Venice Vecon, dal 1988 cura il terminal container di Venezia come impresa portuale privata che opera nel porto commerciale. Grazie a canali relazionali che la società ha saputo creare con le compagnie di trasporto e gli spedizionieri, grazie al sostegno degli agenti marittimi, degli spedizionieri doganali, dei trasportatori e con il patrocinio dell'Autorità portuale del mar Adriatico settentrionale, sono state individuate corsie preferenziali per le merci strategiche, al fine di assicurarne una loro rapida consegna, separandole da quelle bloccate ed in progressivo accumulo nei piazzali, per via del fermo delle attività predisposto dal dpcm del 22 marzo scorso.

Organizzazione "speciale"

Un'organizzazione "speciale" in una fase legata alla pandemia da coronavirus. «In tutte le crisi si nascondono minacce ed opportunità», spiega Psa Venice Vecon. «Cambiare modalità di gestione del business diventa necessario per supportare la catena logistica in questo momento di difficoltà», afferma il neo amministratore delegato Alessandro Becce. In anticipo rispetto all'attivazione della procedura, prevista dal oggi, lunedì 30 marzo, già 60 contenitori con elevata probabilità di ritiro sono stati identificati prima dello sbarco, confermando l’importanza del gioco di squadra e della collaborazione degli attori coinvolti, parti sociali comprese. Lo sforzo richiesto aiuterà tutta la filiera, migliorando la qualità del servizio, riducendo i tempi di attesa per i trasportatori e gestendo in maniera più efficiente le operazioni portuali. Al momento comunque sono escluse problematiche di mancanza di spazio sui piazzali per i container, anche se molti rimangono fermi.

Le informazioni

«Riusciamo ad avere in anticipo quelle informazioni necessarie per evitare che la merce, specie quella di cui c'è bisogno subito, venga depositata in modo casuale nei piazzali del porto - spiega la compagnia - Un accesso a una dislocazione più ordinata fa guadagnare tempo. Si pensi ai prodotti deperibili o a quelli medicali che devono arrivare rapidamente a destinazione. Il porto di Venezia non ha dimensioni tali da avere bisogno di coordinamento perché i numeri sono piccoli, però è chiaro che in un momento di emergenza dove ci sono aziende che lavorano e altre no, meglio evitare disservizi. E questo si può fare solo sapendo in anticipo la merce che arriva: gli spedizionieri che hanno la necessità che i container vengano ritirati subito, ci mandano una mail con la sigla dei contenitori e la nave che deve arrivare, così si riescono a liberare gli spazi in tempo. Sono contatti e canali informativi che potranno essere utilizzati anche dopo questa fase, perché si tratta di iniziative che producono un beneficio generale».

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