Convenzione fra Confindustria e università Iuav per censire le zone logistiche speciali

Un'opportunità per avvicinare impresa e mondo accademico, occasione reciproca di crescita e di conoscenza del patrimonio immobiliare destinato alla reindustrializzazione

La firma della convenzione

Una convenzione fra Confindustria e università Iuav di Venezia avvicina il mondo accademico e quello delle imprese. Il protocollo siglato oggi, lunedì 19 ottobre, nella sede al Vega degli industriali fra il presidente Vincenzo Marinese e il rettore Alberto Ferlenga, istituzionalizza una collaborazione per  affidare ad alcuni ricercatori Iuav il compito di individuare, delimitare e tracciare i dati catastali delle Zone logostiche speciali, le Zes, che stanno per entrare a regime. L'approvazione del piano da parte del Consiglio regionale del Veneto che dovrebbe arrivare a breve, Marinase parla di gennaio, darà il via alla concretizzazione delle zone economiche speciali con la ratifica del ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. A febbraio, marzo 2021 le Zls potrebbero partire con i benefici fiscali e le semplificazioni burocratiche che consentono e con la necessità che siano state individuate e classificate le zone. 

La collaborazione fra imprese e università istituzionalizza un modello di collaborazione già testato ed esportabile. «La collaborazione tra 20 studenti Iuav e le istituzioni, nel dopo acqua alta, ad esempio, ha consentito loro di affiancare i tecnici nella ricognizione dei danni alle abitazioni. Grazie a questa esperienza sono state acquisite informazioni sullo stato del patrimonio immobiliare veneziano e sulla difficoltà nell'adeguare tecnologicamente le case», ricordano Marinese e Ferlenga. Il presidente Marinese ha richiamato i 2 miliardi e 600 milioni di investimenti che si generano dalle zone logistiche speciali. «Andare a censire le aree significa conoscerle e quindi adoperarle dopo averle riqualificate. Su Marghera abbiamo zone artigiane e industriali abbandonate perché nel frattempo il mercato è cambiato e le aziende sono andate via. Possiamo mettere l'investitore nelle condizioni di trovare una location e fare investimenti senza cementificare, ma riqualificando».

C'è il tema della mappatura degli immobili nelle periferie e nei centri storici per la preparazione dei progetti che permettono di accedere al bonus per la riqualificazione al 110%, ha ricordato il rettore. Confindustria Venezia e Iuav si impegnano a realizzare iniziative di trasferimento tecnologico, sviluppo di nuovi prodotti e modelli di business, nella consapevolezza dell’alto valore aggiunto in termini di innovazione e crescita. L’associazione degli industriali si avvarrà delle competenze di Iuav per promuovere progetti di riqualificazione e reindustrializzazione delle superfici produttive. «Non per cementificare ma per investire in modo sostenibile e recuperare quello che già c'è - afferma il presidente di Confindustria - L'obbiettivo è allungare le filiere produttive e realizzare distretti industriali che oltre a produrre ed esportare fanno ricerca e si rafforzano. A Marghera - doce - abbiamo la catena dell'agroalimentare, la chimica verde, la bioraffineria. Oltre 500 milioni negli ultimi due anni sono stati investiti in innovazione».

Il rettore Ferlenga infine ha ricordato come il Covid abbia dato impulso all'università per l'investimento nella tecnologia per la didattica a distanza, e per lo svolgimento di seminari e convegni che hanno avuto una risonanza più ampia ai temi dello Iuav, tanto che «lauree come quella in architettura, che avevano sofferto ultimamente, hanno avuto un raddoppio degli iscritti quest'anno - ricorda -. La città di Venezia percepita come luogo sicuro e la convenzione che Iuav ha stipulato con alcune categorie associative dei proprietari immobiliari, ha permesso di trovare case per studenti, nel momento in cui a causa del Covid sono venuti a mancare i turisti. La pandemia ha lasciato spazio ad attori finora impensabili».


 

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