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Economia

Artigiani, export in crescita a +12% in provincia ma c'è l'incognita materie prime

E costi energetici impattanti in tutti i settori. Martin: «Le opportunità che arrivano dal Pnrr tengano in giusta considerazione non solo le industrie, ma anche il tessuto artigiano e la micro-piccola e media impresa»

«L'export in provincia continua a crescere, +12% rispetto allo scorso anno ma sulle aziende pesano le incognite materie prime ed energia». Sono i dati di Confartigianato metropolitana diffusi con l’ultimo report dell’Ufficio studi. Nel 2021, rispetto al 2020, da gennaio a settembre le esportazioni nel settore hanno toccato quota 5 miliardi e 554 milioni di euro. «Un dato significativo – commenta il presidente della Confartigianato metropolitana Siro Martin – ma sul percorso di consolidamento di questo trend rimangono i forti timori legati alle materie prime, beni in piena balia speculativa e l'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti, fattori trasversali, impattanti in tutti i settori. Le possibilità di calmierare questi iper-costi e consolidare i risultati ottenuti ci sono, l’importante è che le opportunità che ci arrivano dal Pnrr tengano in giusta considerazione non solo le industrie, ma anche il tessuto artigiano e la micro piccola e media impresa, colonne portanti della nostra economia».

Analizzando nel dettaglio i dati a crescere di più tra il 2020 e 2021 è il mercato in area Ue, dove si registra un +13,6% e le esportazioni sono passate da 1 miliardo e 847 milioni del 2020 ai 2 miliardi e 99 milioni di quest’anno. Bene l’export che in Francia registra un +16,3% con 580,9 milioni (472,4 nel 2020). Al secondo posto la Germania con un basso valore percentuale, +3,4% ma un importante volume economico pari a 473,5 milioni (457,5 nel 2020). Stesso discorso per l’Austria che con un +5,9% fa fatturare al nostro export 158,9 milioni (150 nel 2020). Cresce molto, del +64,1% l’export nei Paesi Bassi, che però non fa grandi volumi attestandosi a 109 milioni (66,4 nel 2020) e quello verso la Polonia con un +28,6% pari a 91 milioni di euro (70,9 nel 2020).

In piena area positiva anche l'export globale nel resto del mondo che complessivamente si attesta su un +9,8%: da 1 miliardo e 324 milioni del 2020 a 1 e 454 milioni del 2021. Al primo posto delle esportazioni di manifatturiero ci sono gli Stati Uniti che hanno acquistato merci per 356 milioni di euro (265,7 mln nel 2020), con un incremento del 34%. In Inghilterra, nonostante la brexit e i nuovi conseguenti dazi l’export ha traguardato i 168,8 milioni di euro (144,7 nel 2020) con una crescita del +16,6%. Cresce a due cifre pure l’export verso la Cina che tocca quota 91,4 milioni (63,5 nel 2020) e un + 44%. Il record di crescita, anche se con bassi volumi relativi c’è verso la Serbia che ha importato beni per 73,9 milioni (45,6 nel 2020) con un + 62% e verso la Turchia dove l’export cresce del 36,1% ma fattura 42,6 milioni (31,2 nel 2020). Drastico, invece, il crollo verso la Svizzera che ha importato il 23,3% in meno, passando dagli 84,2 milioni del 2020 ai 64,6 del 2021.

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