Nasce il progetto Crescere in rete di Confindustria, obiettivo: aggregazioni d'impresa

L’iniziativa, che diventerà un tema centrale per Confindustria Venezia Rovigo, mette a sistema le esperienze virtuose di imprenditori associati fautori di alcuni fra i primi contratti di rete in Italia

Per dare impulso ai processi di aggregazione, aiutare le aziende a sviluppare sinergie e cooperazioni, nasce CrescereinRete. Il progetto, che diventerà un tema centrale per Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo, mette a sistema le esperienze virtuose di imprenditori associati fautori di alcuni fra i primi contratti di rete in Italia. 

Il percorso

Il percorso inizierà il prossimo 16 ottobre con un incontro al quale seguirà un ciclo di seminari formativi. L’indirizzo politico-istituzionale della Presidenza metterà in relazione i soggetti interessati e coinvolgerà potenziali partner, anche internazionali. Nel contempo, la società di servizi Punto Confindustria Srl aprirà uno sportello per assistere in modo strutturato quanti desiderino valutare o proporre la creazione di nuove reti. L’ufficio sarà gestito da una squadra di professionisti e tecnici appartenenti all’unità di business “Credito, finanza & innovazione”. Il 95,3% del tessuto produttivo italiano è costituito da microimprese snelle, con meno di 10 dipendenti, veloci e reattive. La ridotta dimensione talvolta può essere un limite. Una piccola azienda che intenda affrontare i mercati esteri, investire in Ricerca & Sviluppo, partecipare a bandi internazionali, necessita di conoscenze e capacità organizzative strutturate, specializzate e performanti. Se da sola non dispone di tali risorse, può acquisirle aggregandosi. In uno scenario globalizzato, sempre più caratterizzato dal gigantismo, la rete d’impresa rappresenta uno strumento determinante, per competere in contesti altrimenti preclusi. 

Obiettivi strategici condivisi

Attraverso l’apposito contratto, già disponibile dal 2009, più soggetti possono raggiungere insieme obiettivi strategici condivisi: dalla produzione, alla commercializzazione, all’approvvigionamento di materie prime, alla gestione di filiere. A settembre 2019 risultano 5.698 i network attivi in Italia, per un totale di 34.032 imprese coinvolte, delle quali 2.696 in Veneto. Al primo posto nella Regione, la Città Metropolitana di Venezia con 599 aziende, 711 se sommate a quelle della Provincia di Rovigo. «Il tema delle aggregazioni è fondamentale per il nostro tessuto economico – dichiara il Presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo Vincenzo Marinese –. Non riguarda soltanto le PMI ma, in una logica di filiera, anche le grandi realtà. Dopo lo sviluppo di Confindustria Made in Venice, la prima App del Sistema che mette in relazione le imprese, inizia un “Il tema delle aggregazioni è fondamentale per il nostro tessuto economico – dichiara il Presidente di Confindustria Venezia Area Metropolitana di Venezia e Rovigo Vincenzo Marinese –. Non riguarda soltanto le PMI ma, in una logica di filiera, anche le grandi realtà. Dopo lo sviluppo di Confindustria Made in Venice, la prima App del Sistema che mette in relazione le imprese, inizia un nuovo progetto di formazione e assistenza per aiutarle a crescere insieme. Gli investimenti produttivi non possono prescindere da forme di cooperazione che consentono alle PMI di competere a livello globale. Anche il nostro piano industriale, con la proposta dell’istituzione di una Zes nelle aree di Venezia e Rovigo, trova nelle reti uno strumento valido per incentivare i finanziamenti e riconvertire i nostri territori”. 

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I vantaggi

Un percorso che presenta indubbi vantaggi, come spiega l’avvocato Eva Bredariol, specializzato nello studio del fenomeno e nella redazione di contratti di rete: “Lo studio condotto e pubblicato nel 2017 da Centro Studi Confindustria, Istat e Retimpresa, ha evidenziato che le imprese aderenti a un contratto di rete presentano un miglioramento della dinamica occupazionale. Essa registra un aumento del 5,2% dopo un anno, dell’8,1% dopo due e dell’11,2% al termine del triennio. L’impatto dell’aggregazione sul fatturato – conclude – è ancor più rilevante, attestandosi al +7,4% dopo un anno e al +14,4% dopo tre anni”. 

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