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Edilizia, foto di archivio

Edilizia, foto di archivio

Crisi Covid: piccole imprese in difficoltà, ma c'è bisogno di ruoli occupazionali introvabili

Confapi: «Certe mansioni sono merce rara: saldatori, carpentieri, autisti, addetti edili, artigiani e operatori sanitari. Lavoriamo sulla formazione per rispondere alle necessità di lavoro e specializzazione»

Confapi Venezia e Banca d’Italia (divisione analisi e ricerca economica territoriale) fanno il quadro della situazione economica e occupazionale delle micro, piccole e medie industrie del territorio veneziano, nel 2020, ma anche dello stato del credito e degli investimenti. In tutti i settori le imprese provano a resistere all'urto della pandemia. L'edilizia, ad esempio, mostra un quadro in forte crescita soprattutto grazie al superbonus 110%. Le difficoltà si verificano sul versante del reperimento delle materie prime e dei materiali semilavorati. Crescono anche legno e arredo che registrano un +11% per via del ricorso allo smartworking e alla necessità di rinnovare talvolta i locali delle abitazioni.

I comparti

Tessile e moda sono in grande sofferenza (-40%), in conseguenza della chiusura dei negozi e del ridursi delle occasioni di uscite pubbliche.
Prima dello scoppio della pandemia, al contrario, il settore conosceva un periodo di ampio sviluppo e di rinnovo dei macchinari dei maglifici grazie allo strumento statale di Investimento “Industria 4.0”. L’effetto Covid si è fatto sentire pure sulle materie plastiche e gomma, dal momento che la maggior parte della produzione italiana è destinata all’esportazione (70%, con punte del 90% in alcuni casi) e la pandemia ha generato una grande incertezza da parte dei clienti esteri.

La cantieristica navale aveva subito un forte rallentamento nella scorsa primavera, per poi riprendersi repentinamente. Porto Marghera sta confermando le proprie criticità legate alla logistica, causato alla mancanza dei dragaggi dei canali ma più in generale dalla mancanza di una vera governance d’insieme capace di attrarre investimenti e traffici, a discapito del porto di Trieste, con conseguenti difficoltà in ordine di tempestività di spostamento delle merci e aumento dei costi. I rapporti con la Cina sono stravolti: vi è una grande difficoltà a reperire container per il trasporto delle merci, e questo genera un’impennata dei prezzi per quelli disponibili. Accresciuti sono anche i costi delle materie prime quali acciaio e ferro, che influiscono pesantemente sui prodotti finali. Ciò ha determinato, per esempio, l’aumento negli ultimi mesi del +10% della produzione di bombole per gas e liquidi in Europa.

L’alimentare nella grande distribuzione ha visto una grande crescita, sia nei volumi che nei fatturati, a favore di consumi di massa. Per contro, è calata la produzione artigianale e di nicchia, come diretta conseguenza della fase altalenante delle chiusure della ristorazione e dei consumi di prossimità. Il Turismo è in gonocchio: -90% a Venezia, -45% nel litorale. La stagione estiva 2021, ormai alle porte, registra tante incertezze legate alle riaperture, causando una scarsa propensione alle prenotazioni alberghiere, soprattutto dai turisti esteri; sembra reggere l’extra alberghiero, tra necessità di spazi più ampi e separati, e il desiderio di libertà da riconquistare.

La situazione nel mondo del credito vede la presenza di ingenti capitali in cerca di allocazione e investimento, con picchi di liquidità in circolazione.
Proprio la mancanza di denari liquidi era il problema nella precedente crisi economica scoppiata del 2008, mentre ora è sostanzialmente il contrario. Questo fenomeno sta generando forti opportunità di acquisti sul mercato di aziende locali, che vengono assorbite da gruppi e catene più grosse e strutturate, anche estere. Il tema della legalità è vivo, in quanto rimane il rischio di penetrazione della criminalità organizzata e delle mafie, a maggior ragione in un periodo di difficoltà e incertezza, sotto tutti i punti di vista, come quello che stiamo attraversando.

Il mercato del lavoro

Come diretta conseguenza della diffusione della pandemia da Covid-19, le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende è stata di tipo precauzionale dall’autunno del 2020, specie nei servizi della ristorazione, nel commercio al dettaglio e nei trasporti aeroportuali. Il provvedimento governativo del blocco dei licenziamenti della scorsa primavera, prorogato, per le aziende iscritte a Confapi non ha pesato particolarmente: fortunatamente i casi sono ridotti e gestiti con la cassa integrazione anche a rotazione. «Il problema è semmai l’inverso – ha commentato il direttore Nicola Zanon – in quanto il mercato del lavoro sta evidenziando, ancora una volta, il divario tra la domanda e l’offerta, con certe mansioni che sono diventate vera e propria merce rara: saldatori, carpentieri, autisti, addetti edili, piccoli artigiani, ma anche operatori sanitari». Confapi Venezia, in sinergia con Apindustria Servizi, il braccio operativo per la formazione e i servizi al lavoro, al fine di sostenere le aziende in questo particolare periodo storico, sta avviando una serie di progettualità atte a rispondere alle attuali sfide.

Il Presidente Marco Zecchinel ha così commentato: «Il confronto con Banca d'Italia ci rafforza, consentendo di relazionarci con esperti dell’analisi del mondo del credito, ma anche delle dinamiche legate al lavoro e all’occupazione - commenta il presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel -. Per la nostra associazione è un’ulteriore occasione di crescita e ci aiuta a monitorare la situazione contingente locale, al fine di non lasciare soli e senza sostegno gli imprenditori e le imprese che rappresentiamo, fornendo loro concrete e tempestive soluzioni».  

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