Eurocoibenti, c'è l'accordo: cassa integrazione per i 120 lavoratori

L'azienda, in liquidazione, lavorava in appalto con Fincantieri. I suoi dipendenti, quasi tutti bengalesi, rischiavano di rimanere senza lavoro e senza la possibilità di ammortizzatori sociali

Oggi in Provincia è stato firmato l’accordo per la messa in cassa integrazione dei lavoratori chimici di Eurocoibenti, azienda in liquidazione che lavorava in appalto con Fincantieri. Già nelle premesse di questa vertenza i 120 lavoratori, quasi tutti bengalesi, correvano il rischio di perdere sia l’azienda, sia la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.

Un successo ottenuto grazie all'impegno di Prefettura, Provincia e sindacati, oltre che all'azienda stessa. L'accordo, infatti, è funzionale alla tutela dei lavoratori ma anche da sottolineare per aver riconosciuto il diritto ai lavoratori delle imprese in appalto di accedere agli ammortizzatori sociali, specie nel caso in cui il loro destino sia legato a doppio filo al destino di grandi gruppi industriali.

“Il ricorso alla cassa integrazione – spiega il segretario generale della Cgil di Venezia Roberto Montagner – comporta un doppio risultato: da un lato infatti salvaguarda il reddito dei lavoratori, alcuni dei quali erano già in difficoltà a pagare mutui e bollette, e dall’altro consente di mantenere in piedi un legame di lavoro grazie al quale la nuova azienda che subentrerà alla Eurocoibenti in Fincantieri sarà impegnata a reimpiegare quei lavoratori, e non altri, nel futuro appalto che verrà bandito in aprile".

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