Camera di Commercio: "La crisi continua, ma s'intravede ripresina"

Nella 12esima Giornata dell'Economia l'ente veneziano ha tirato le somme, presentando i risultati dell'ultimo anno che lasciano ben sperare

Anche il 2013 è stato un anno difficile per l’economia provinciale ma il sistema produttivo, tutto sommato, tiene, Turismo ed Export continuano a trainare, si stanno affermando nuovi fattori di competitività e sviluppo e, soprattutto, si vanno stabilizzando dei segnali di ripresa e, con essi, qualche elemento di fiducia in più. E’ il quadro che emerge dal “Venezia Indicatori” 2/2014, la pubblicazione curata dal Servizio Studi e Statistica per tenere monitorati i principali indicatori economici della provincia e i cui dati vengono illustrati durante la conferenza stampa del 6 giugno 2014, nella sede camerale di Mestre, dal presidente della Camera di Commercio di Venezia, Giuseppe Fedalto, dal segretario generale, Roberto Crosta, dalla responsabile del settore, Laura Osgualdo, e dalla responsabile del Servizio Studi e Statistica, Marzia Polles. L’incontro con la stampa è stato convocato dall’Ente camerale veneziano in occasione della 12esima Giornata dell’Economia, iniziativa promossa da Unioncamere nazionale.

I DATI - Il contesto generale nel 2013 è rimasto critico, specie per i Paesi dell’area Euro. Nel 2013 l’economia italiana ha fatto registrare una riduzione del Prodotto Interno Lordo del -1,9%: secondo i dati Istat, la domanda interna si è contratta del -2,6% e gli investimenti fissi lordi del -4,7%, mentre la domanda estera ha tenuto, aumentando del +0,8%. E’ vero però che, dagli ultimi mesi del 2013, il ciclo economico internazionale ha iniziato a mostrare segni di graduale recupero, e anche la caduta congiunturale del Pil italiano, iniziata nel terzo trimestre 2011, si è arrestata, tant’è che la diminuzione complessiva dell’anno è inferiore al –2,4% del 2012. E per il 2014 l’Istat prevede una crescita del Pil italiano del +0,6%. Stesso dicasi per il livello regionale. Secondo i dati di Unioncamere-Prometeia, il Veneto nel 2013 ha fatto registrare un decremento del Pil del -1,6% rispetto al 2012, e tuttavia le ultime stime lo accreditano per il 2014 di una crescita del +0,9% trainata ancora dall’export (+3,4%), ma anche per le componenti principali della domanda interna si ipotizza un risultato, sia pur inferiore, positivo (consumi delle famiglie e investimenti +0,8%). Si prospetta, dunque, una “ripresina”.

NELLA PROVINCIA - Nel primo trimestre 2014 in provincia di Venezia si contano 97.959 localizzazioni registrate. Rispetto al primo trimestre 2013, le localizzazioni produttive registrate in provincia hanno segnato un -0,6%, a sintesi di una diminuzione del -1% per le sedi d’impresa e di una tenuta delle unità locali (+0,9%). Sotto il profilo settoriale, gli andamenti negativi più sostenuti hanno coinvolto il comparto agricolo (-6,1%), le costruzioni (-2,2%) e il comparto industriale in senso stretto (-0,9%). Restano in sofferenza anche le imprese artigiane, spalmate su più settori, che hanno fatto segnare un -1,9% rispetto al I trimestre 2013, in linea con l’andamento regionale e nazionale. Nel terziario, invece, le variazioni sono quasi tutte di segno positivo con i servizi alle persone che crescono del +3,2%, i servizi di alloggio e ristorazione del +1,7% e i trasporti del +1,2%. Buoni anche i risultati delle attività del Commercio (+0,7%) e dei servizi alle imprese (+0,8%).

NOTE DOLENTI - Quella occupazionale resta forse la maggior criticità, in Italia come in provincia, e a far preoccupare, anche qui, è soprattutto il tasso di disoccupazione giovanile che tocca la quota record, per il Veneziano, del 25%. Un’ulteriore conferma della delicata dinamica del mercato del lavoro arriva dai dati di Veneto Lavoro sulle aperture di procedure di crisi, che nel 2013 hanno riguardato 367 imprese veneziane, contro le 237 del 2012, +54,5%. Gli inserimenti in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi l’anno scorso sono stati 2.114. Anche in quest’ambito, però, si coglie qualche spiraglio positivo, a partire proprio dalle procedure di crisi, che nel primo trimestre 2014 sono state chieste da 72 aziende della provincia, 20 in meno degli ultimi tre mesi del 2013. E, sempre secondo Veneto Lavoro, in questo inizio di 2014 l’industria in Veneto ha ripreso ad assumere: nel primo trimestre il saldo tra assunzioni e cessazioni è di 33.100 unità. Nel 2013 anche i dati sulla Cassa Integrazione Guadagni, dopo anni di impennate, sono positivi; in controtendenza rispetto al Veneto, le ore autorizzate in provincia, 15,6 milioni, sono diminuite del -16% sul 2012: -23% per la CIG ordinaria, -18,9% per la straordinaria, -5,9% per quella in deroga.

IL LATO POSITIVO - Le note più liete arrivano, al solito, dai due assi portanti che stanno sostenendo l’economia provinciale. Lo scorso anno le imprese della provincia di Venezia hanno esportato beni per un ammontare complessivo di 4,1 miliardi di euro (il 7,8% dell’export regionale), con un ulteriore aumento del +1,9% rispetto al 2012. Pure il turismo ha dimostrato una sostanziale tenuta, confermando anche nel 2013 i suoi numeri straordinari: 8 milioni 240.596 arrivi (+0,4% sul 2012) e 33 milioni 938.624 presenze (-0,3%), per una permanenza media di 4,1 giorni.

IL COMMENTO – I dati sono stati commentati dal presidente Giuseppe Fedalto, che ha voluto cercare di indicare la strada per la ripresa: “I nostri imprenditori devono capire che questa crisi ha stravolto i vecchi scenari, che l’economia veneziana, così come quella italiana e internazionale, non sarà più come prima. Per rilanciare il nostro territorio oggi bisogna puntare su innovazione e trasferimento tecnologico, bisogna mettere a frutto e tutelare il proprio capitale intellettuale, ad esempio brevettando le invenzioni, bisogna cogliere le nuove opportunità offerte dai mercati e dalla società, si vedano le interessanti prospettive aperte dalla cosiddetta “Economia verde”. Ed è indispensabile valorizzare le caratteristiche e le opportunità offerte dal proprio contesto, tanto più se esso può beneficiare di un marchio riconosciuto in tutto il mondo, come il brand Venezia. E qui penso, ad esempio, all’Economia del Mare e a tutto ciò che le ruota attorno e, ancor più, all’Economia della Cultura, su cui – conclude Fedalto - la Camera di Commercio veneziana sta puntando in maniera sempre più marcata”.

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