Cinquanta disoccupati trovano impiego tra verde e manutenzioni

Al via il progetto proposto dal Comune di Venezia per dare una nuova possibilità a chi si trova senza lavoro. Un costo totale di 329mila euro

Lavori socialmente utili per cinquanta disoccupati veneziani. Per tenerli "nel giro", per permettere loro di acquisire nuove competenze. In definitiva per non farli mollare, offrendo al contempo un vantaggio per la collettività. E' stato avviato infatti il progetto promosso dal Comune di Venezia per sostenere cinquanta persone in difficoltà per la crisi economica. L'iniziativa, regolamentata dalla Regione del Veneto, è coordinata da Ca' Farsetti e vede coinvolti anche i Comuni di Cavallino Treporti, Marcon e Quarto d’Altino.

I cinquanta interessati, (34 per Venezia, 6 per Cavallino Treporti, 6 per Marcon e 4 per Quarto d’Altino) segnalati dai servizi sociali comunali, sono cittadini disoccupati, privi di qualsiasi sostegno al reddito, in possesso delle competenze e abilità richieste per l’esecuzione di attività straordinarie, come il mantenimento del verde, piccole manutenzioni di edifici, supporto a biblioteche e archivi, traslochi.

Per ogni disoccupato è stato attivato un tirocinio di 480 ore, che verrà retribuito con un compenso pari a 10,42 euro lordi per ogni ora prestata, come indica la normativa regionale. La spesa complessiva prevista sarà di circa 329 mila euro, di cui 89 mila euro a carico dei Comuni, e 240 mila euro finanziati dalla Regione tramite il “Fondo per l’erogazione di un contributo per l’impiego di disoccupati nello svolgimento di lavori di pubblica utilità”. La gestione del progetto è stata affidata alla cooperativa “Consorzio sociale unitario Zorzetto”.

"Sono particolarmente soddisfatto –  ha dichiarato il delegato del sindaco per le Politiche per il lavoro, Sebastiano Bonzio - anzitutto perché tale iniziativa dà un reddito, seppur per un breve periodo, a chi incontra straordinarie difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro, ma anche perché, trattandosi di una politica attiva per il lavoro, mette in atto un circolo virtuoso tra pubblico, privato sociale e cittadino e trasforma il contributo alla persona, spesso erogato a fondo perduto, in servizio per la collettività".

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