Il Veneziano sprofonda sempre più: "Cig e licenziamenti a livelli record"

I dati presentati dalla Cgil lagunare, che mercoledì ha indetto uno sciopero di quattro ore, sono molto negativi: "Se il trend continuerà così, nel 2012 si sfonderà il livello di guardia sociale"

Nuovo record per la cassa integrazione in provincia di Venezia che a marzo, con 1.942.776 di ore autorizzate, sopravanza del 47% il dato di febbraio (1.314.899 ore) e di gennaio (1.380.146). Ancora più consistente, secondo la Cgil, il balzo relativo alla cassa integrazione straordinaria (quella legata alle crisi aziendali) che raddoppia rispetto ai mesi precedenti arrivando a sfiorare il milione di ore: una cifra mai raggiunta, neanche negli anni più critici della recessione in cui la punta massima toccata è stata di 600mila ore.

Il dato più preoccupante è legato all'andamento costantemente in crescita della cassa integrazione, che, nella provincia di Venezia - a differenza delle altre aree del Veneto e del Paese dove ci sono stati sia pur brevi momenti di ripresa - procede ininterrottamente dal 2009. Nei tre anni considerati dal rapporto la cassa integrazione è passata dalle 7.579.747 ore del 2009 alle 12.368.941 del 2010 alle 13.777.945 del 2011 e già conta nei soli primi tre mesi del 2012 ben 4.737.821 ore che, proiettate su base annua, darebbero (qualora tale tendenza dovesse persistere) una cifra prossima ai 20 milioni di ore, sfondando il livello di guardia sul piano sociale.

Come evidenziano i dati sulla mobilità (oltre 2mila 500 nuovi ingressi da gennaio, secondo una valutazione della Cgil), la mancata ripresa produttiva ha trasformato una quota rilevante di cassa integrazione in licenziamenti, producendo già oggi una situazione di forte sofferenza per migliaia di famiglie che in molti casi hanno già eroso i risparmi accumulati in una vita per mantenere se stessi e i figli inoccupati, mentre le rate dei mutui si susseguono e il carovita a Venezia galoppa ancor più che nel resto del Paese.

Per mettere sotto i riflettori questa situazione mercoledì 2 maggio la Cgil lagunare ha annunciato quattro ore di mobilitazione a sostegno di Porto Marghera e delle aree produttive di interesse nazionale, per chiedere al governo Monti lo stanziamento di risorse urgenti per un settore in grossa difficoltà. Un segnale che, secondo le intenzioni del sindacato, dovrebbe arrivare dritto fino a Roma. Alle 14, a conclusione dell'agitazione, al capannone del Petrolchimico, ci sarà un'assemblea cui parteciperà anche il segretario generale Susanna Camusso. Lo slogan dell'iniziativa è "Ripartire dal lavoro".

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