Ikea, svedese e investe in Italia: "Assa Abloy faccia altrettanto con la Ditec"

La multinazionale del mobile ha annunciato di voler incentivare la produzione nel Nord Italia. I loro connazionali, invece, vogliono delocalizzare: "E' una decisione da far pesare nelle trattative"

Svedesi sono svedesi. Ma hanno fatto una scelta diametralmente opposta rispetto a dei loro connazionali. Ikea ha annunciato di volere investire sulla produzione in Italia, e in particolare in Piemonte, Veneto e Lombardia, la Assa Abloy, invece, altra multinazionale del paese scandinavo, vorrebbe fare armi e bagagli e trasferire tutto in Repubblica Ceca. Motivazione? Semplice, i soldi. A delocalizzare ci si guadagna. Ma forse il colosso del mobile si è convinto che ha un suo peso anche la professionalità e la qualità.

Per questo decide di rimanere nel Belpaese. Che sia stata una scelta vincente o meno lo si vedrà tra qualche anno, perché le pastoie burocratiche italiane potrebbero far scappare a gambe levate anche il più temerario degli investitori, ma intanto si crea un precedente da poter far pesare sul tavolo delle trattative tra istituzioni e Assa Abloy, in maniera da dimostrare che a lasciare a casa i lavoratori della Ditec di Quarto d'Altino non ci guadagna, alla lunga, nessuno.


"Questo è un argomento fondamentale da utilizzare per convincerli a non delocalizzare per dare invece continuità al sito produttivo di Quarto d'Altino - commenta la "sindaca" del paese veneziano Silvia Conte - La decisione di Ikea è motivata da ragioni economiche e di convenienza su cui dovrebbe riflettere anche il management di Assa Abloy, ovvero dall'ottima esperienza acquisita in questi anni dal colosso svedese del mobile con i fornitori del nostro territorio sia in termini di qualità che di flessibilità sui cambiamenti dei prodotti - continua la prima cittadina -. I livelli raggiunti dalla nostra filiera produttiva del legno-arredamento sono pari a quelli della filiera dell'automazione per la casa e gli stabilimenti industriali".

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