Stallo grandi navi, alla Marittima ora scattano i primi licenziamenti

Il gruppo Bassani lascia a casa dieci dipendenti. Imbarcazioni di stazza inferiore significano meno turisti: "Il Governo si sbrighi o sarà la fine"

La situazione di stallo che sta vivendo la Marittima in questi anni di "limbo" sul tema Grandi Navi miete le prime vittime. Perché se prima era il tempo degli appelli al Governo di fare presto, per alcune aziende ora è il momento dei licenziamenti. E non è un bel segnale per l'intero indotto crocieristico veneziano. Come riporta il Gazzettino, la Bassani Group, non certo una piccola realtà lagunare, di fronte alle difficoltà ha dovuto lasciare a casa dieci dipendenti. Un terzo del totale. Si tratta di una società di spedizioni e tour operator, legata a doppio filo quindi con la Marittima. A parlare sul quotidiano è l'amministratore delegato del gruppo, che è anche uno dei soci di Vtp, la Venezia Terminal Passeggeri.

L'ad punta il dito contro gli ultimi quattro anni d mancate decisioni e di stallo in un settore che invece in precedenza aveva vissuto, grazie alla fatica degli operatori, un deciso sviluppo. Il nodo del contendere è sempre quello: l'individuazione di una via alternativa al Canale della Giudecca per le Grandi Navi, con il decreto Clini-Passera promulgato il 7 marzo 2012 che introduceva i limiti di tonnellaggio alle imbarcazioni per l'ingresso in laguna (poi limiti rimossi ma ancora parte di una sorta di gentleman agreement tra gli operatori). Anche perché la programmazione delle grandi compagnie non è annuale, ma abbraccia un periodo più lungo. Quindi anche se le limitazioni sono state cancellate, per ora è (quasi) come fossero ancora vigenti.

Dunque anche per le aziende dell'indotto è diminuito il numero di passeggeri che sbarcano alla Marittima e di conseguenza la mole di lavoro e gli introiti. La Bassani avrebbe subito un calo della mole d'affari superiore al 30%, di qui i licenziamenti. L'amministratore delegato della società dunque lancia l'ennesimo appello al Governo di fare presto, perché se è vero che la programmazione delle compagnie è a lungo termine, tra il 2017 e il 2018 secondo lui potrebbe essere l'anno della morte della portualità turistica veneziana.

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