Puntualità nei pagamenti, imprese veneziane maglia nera in Veneto

Secondo una indagine dello Studio Pagamenti 2014 di Cribis D&B in laguna solo il 41,1% delle aziende è virtuoso. Prima in regione è Belluno

Nei primi mesi del 2014 in Italia si conferma il trend negativo dei pagamenti commerciali: migliorano leggermente i buoni pagatori ma continua ad aumentare il numero di imprese che saldano le fatture con ritardi superiori ai 30 giorni. All’interno di questo scenario si distinguono in positivo le imprese venete, tra le più virtuose dell’intero Paese. Nel primo trimestre dell’anno in corso infatti il 46,8% delle imprese della Regione ha saldato puntualmente le fatture ai fornitori, mentre il 43,7% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 9,5% oltre i 30 giorni.

Dall’analisi del trend, secondo i dati dello Studio Pagamenti 2014 di Cribis D&B, si osserva che, nonostante un aumento del 15,3% dei pagamenti puntuali rispetto al 2010, i ritardi superiori ai 30 giorni sono aumentati del 150%. A dimostrazione che anche in Veneto in questi ultimi anni sono cresciute le difficoltà delle imprese a onorare gli impegni assunti entro i termini concordati. Nonostante ciò, nel primo trimestre del 2014 il Veneto esibisce performance di pagamento nettamente migliori rispetto alla media nazionale (38,8% di imprese puntuali, 16,1% di ritardi oltre i 30 giorni).

Belluno risulta la provincia più virtuosa della regione con il 50,7% di imprese puntuali (un anno fa erano il 54,5%), seguita da Verona (49,7%, contro il 54,6% del 2013), Rovigo (48,3%, contro il 53,9% del 2013), Treviso (47,7%, contro il 51,5% del 2013), Vicenza (47%, contro il 50,7% del 2013) e Padova con il 46,8% (nel primo trimestre del 2013 la media era del 51,3%). All’ultimo posto Venezia con il 41,1% di imprese virtuose (un anno fa erano il 43,5%). Venezia è anche la provincia in cui si rileva la quota più elevata di ritardi oltre i 30 giorni medi (11%).

A livello settoriale il commercio al dettaglio mostra le maggiori criticità con il 15% di ritardi oltre i 30 giorni medi e la minor quota di imprese puntuali (35,3%); mentre il più virtuoso è il settore agricoltura, foreste, caccia e pesca con il 57,4% dei pagamenti puntuali.

"Nel nostro studio abbiamo registrato delle dinamiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato in modo significativo la vita delle imprese – commenta Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&B -. Prima di tutto continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali: le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e quindi concedono qualcosa nei termini di pagamento. Secondariamente alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture. Basti pensare all’andamento dei fallimenti, che hanno raggiunto quota 3.823 nel primo trimestre del 2014, con una media di 58 chiusure al giorno, due ogni ora. Nonostante alcuni segnali di timido miglioramento non bisogna però abbassare la guardia in quanto rimane ancora rilevante il numero di imprese che non onorano gli impegni entro i termini contrattuali”.

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