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Quale futuro per il Vega? La "cura" potrebbe anche uccidere la ricerca

Scongiurata la cassa integrazione in deroga, ma il piano di risanamento punterebbe sul settore immobiliare. Cgil: "Questo è inaccettabile"

Quale futuro per il parco tecnologico Vega? Importante incontro di confronto martedì mattina, convocato dall'assessore provinciale al Lavoro Paolino D'Anna, tra i lavoratori della Vega Scarl a l'assessore comunale allo Sviluppo economico Alfiero Farinea, cui hanno presenziato anche le rappresentanze sindacali. Al centro del dibattito una prima valutazione delle iniziative da promuovere a tutela dei lavoratori coinvolti nella grave crisi finanziaria della società che ha portato alla richiesta di concordato al Tribunale di Venezia. Se da una parte i dipendenti intendono salvaguardare il proprio posto di lavoro, dall'altra chiedono anche di non disperdere il proprio patrimonio di competenze nel reperimento di fondi europei per la ricerca.

L’assessore Farinea ha assicurato che il Comune, pur non avendo il controllo della società ma una partecipazione del 40%, si impegnerà nel sostenere e indirizzare la redazione, da parte di Vega Scarl, di un Piano industriale credibile, a integrazione del piano di riequilibrio finanziario che la società sottoporrà all’approvazione del Tribunale entro fine anno per evitare il rischio di fallimento, che valorizzi le professionalità maturate e le conoscenze acquisite. Nel frattempo, è stato promosso per la prossima settimana un incontro tra i vertici della società e i lavoratori.

All’incontro erano presenti anche rappresentanti di Regione, Confindustria e di VEGA Scarl. La Cgil, con il suo segretario provinciale Roberto Montagner, ha posto l’accento in particolare sul futuro del Parco Scientifico Tecnologico considerato “un bene comune” da salvaguardare per il futuro di Porto Marghera sia per quanto riguarda l’area immobiliare, ma in particolare per il ruolo che ha svolto e può svolgere per l’area innovazione e ricerca.

Il confronto ha scongiurato il ricorso alla cassa integrazione in deroga richiesta dall’azienda, ma ha fatto emergere la scelta (per il sindacato ritenuta inaccettabile) della cessazione dell’area innovazione e ricerca. Il piano di risanamento non lo prevederebbe. "Di conseguenza potrebbe registrarsi un taglio del 50% del personale", dichiara la Cgil.

Il Comune di Venezia, invece, ha confermato che ritiene compatibile per VEGA Scarl solo lo sviluppo immobiliare e ha spiegato di aver avviato trattative con altre realtà simili a livello regionale, per una gestione anche in forma aggregata dell’area innovazione e ricerca con eventuale riallocazione delle professionalità ora impiegate.

"Al termine dell’incontro - spiega la Cgil in una nota - abbiamo sottolineato che è necessario fare tutti gli sforzi comuni per una risposta positiva della Regione perché intervenga presso Veneto Nanotech per il recupero immediato dei debiti pregressi (750mila euro) e un coinvolgimento per il rilancio del parco dando continuità anche alle progettualità ora in corso d'opera".

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