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Trasporti pubblici, piazzale Roma. Archivio

Trasporti pubblici, piazzale Roma. Archivio

La crisi mette in discussione gli integrativi in busta paga, ma molti resistono

Soffrono le voci degli stipendi legati a contrattazione in azienda e produttività: premi, indennità e condizioni di lavoro. Trasporto pubblico locale nel mirino a Venezia. Calzaturiero riparte il tavolo, Fusina Rolling nuovo accordo

La crisi Covid cancella attività e posti di lavoro e mette a volte in discussione anche gli elementi delle buste paghe legati alla contrattazione di azienda: premi di produttività, indennità e organizzazione del lavoro, voci spesso legate alle trattative fra imprese e parti sociali, che possono aumentare anche notevolmente gli stipendi base. Alcuni settori resistono o migliorano. Il calzaturiero della Riviera del Brenta, ultimamente, dopo anni senza il tavolo per il premio di distretto (nel quale siedono aziende e sindacati locali), è stato ricostituito. Acrib (Associazione calzaturifici della Riviera del Brenta) e sigle confederali locali (Filctem, Femca e Uiltec) hanno espresso l'utilità di tornare a confrontarsi.

Slim Fusina Rolling (ex Alcoa), in una lunga negoziazione con la Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) e con i sindacati, per la riforma degli accordi integrativi aziendali, ha raggiunto il rinnovo degli istituti di secondo livello presenti da trent’anni. «Il nuovo assetto della contrattazione consentirà a Slim Fusina Rolling di ottenere un risparmio sui costi del lavoro e di ridurre il contenzioso lavoristico generato dalle incertezze interpretative dei precedenti accordi», ha scritto "K&L Gates" che ha affiancato l'azienda. «Ha votato positivamente oltre l'80% dei lavoratori», ha affermato Fiom Cgil.

È caos invece nelle relazioni fra il gruppo delle partecipate Avm Actv e Vela del trasporto pubblico locale veneziano e i sindacati, confederali e di base, rappresentativi della forza lavoro. L'azienda ha comunicato la «necessità» di cancellare gli accordi finora raggiunti: 127 tipologie di indennità (tra festività, condizioni atmosferiche, di rischio, ecc.). Poi ha chiesto un confronto per nuovi accordi. Le sigle che a livello nazionale avevano già proclamato uno sciopero l'8 febbraio per il rinnovo dei Ccnl degli autoferrotranvieri e internavigatori (contratti collettivi nazionali di lavoro, cioè l'elemento base delle buste paga per categoria) fermi al 2017, l'hanno esteso agli accordi integrativi «unilateralmente cancellati da Actv». 

«Dal Mit (ministero dei Trasporti) si è parlato di 295 milioni a Regioni e Province autonome più altri 195 per servizi aggiuntivi e 100 come compensazione 2020, per il trasporto pubblico locale - afferma Francesco Sambo Uiltrasporti riportando un'agenzia -. I 195 milioni anticipano del 50% lo stanziamento complessivo di 390 milioni destinati agli enti locali per il finanziamento dei servizi necessari a fronteggiare le esigenze di trasporto degli studenti, in base al decreto siglato dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli e dal ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri».

«È inaccettabile pensare di far pagare ai lavoratori e alle loro famiglie il costo della crisi sanitaria - ha scritto il consigliere comunale e dipendente Actv Francesco Zingarlini -. Ricordando poi che il contratto di secondo livello non è stato regalato ma è frutto di conquiste sindacali degli ultimi 40 anni, dove i lavoratori hanno contribuito alla produttività. Siamo assolutamente convinti che Venezia e Actv quando terminerà l'emergenza avranno tutta la forza di riprendersi come e meglio di prima», afferma presentando una mozione sottoscritta da 20 consiglieri tra cui quelli Fucsia.

«La Regione non ha mai investito seriamente nel trasporto pubblico locale e una parte del fondo nazionale è stato usato per Veneto Strade - scrivono il Partito Democratico e il gruppo consiliare Pd -. Di fondi per il trasporto pubblico ce ne sarebbe bisogno, ad esempio per il finanziamento delle linee 11 e 17 e di quelle che servono a muoversi da e per isole Murano, Lido e Pellestrina. Non possiamo accettare che l’amministrazione Brugnaro attenda il ritorno dei turisti per pensare al trasporto, alla separazione dei flussi, al servizio per la città. Serve una programmazione che tenga conto delle reali esigenze dei residenti, salvaguardando i diritti dei lavoratori».

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