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Il "peso" di Airbnb su Venezia: "Tassa di soggiorno, manca 1 milione e mezzo di euro"

 

Quanto conta il fenomeno Airbnb in Veneto? Ricercatori del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari l’hanno studiato e hanno presentato i risultati in un incontro pubblico dedicato al settore ricettivo ‘non-tradizionale’, frutto del connubio tra sharing economy e opportunità offerte dal digitale. Tra i numeri emersi spiccano i 4,23 giorni di soggiorno medio di ogni utente Airbnb in Veneto, un dato che supera quello della ricettività tradizionale. Di più: se si conta in maniera prudenziale 1 euro di imposta di soggiorno per ogni visitatore, il Comune di Venezia potrebbe fruire di 1 milione 350mila euro supplementari. 

Mercoledì mattina è stato presentato il report realizzato nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Turistico della Regione, anno 2016, da parte dei docenti e ricercatori Jan van der Borg, Dario Bertocchi, Nicola Camatti, Marco Olivi. Analizzando i dati estratti dalla piattaforma Airbnb, il team di studiosi ha fotografato offerta e domanda di un fenomeno "ormai esploso, evoluto e consolidato anche nella nostra regione". 

Alcuni numeri emersi dallo studio, che ha fotografato la situazione al novembre 2016 e raccolto dati per l’anno precedente: 10.179 veneti affittano 19.624 stanze o intere proprietà tramite Airbnb per una media di 131 euro al giorno, muovendo un giro d’affari in regione di circa 9mila euro al giorno. Nell’anno considerato Airbnb ha gestito 278.709 prenotazioni in Veneto. I turisti più attivi sono stati gli statunitensi, poi francesi, italiani, inglesi, tedeschi e australiani. Si tratta soprattutto di studenti, ma utilizzano molto questo canale anche docenti, architetti, pensionati e ingegneri. Tra i luoghi più recensiti, dietro ai principali capoluoghi di provincia della regione, spicca Mogliano Veneto, che supera destinazioni affermate come Peschiera e Cortina.

«Studiare la dimensione e l’impatto del non-tradizionale – commenta Van Der Borg - ci porta necessariamente ancora una volta ad interrogarci sulla questione della competitività e della sostenibilità delle destinazioni turistiche e a concentrare lo studio sulle reali ricadute in termini di rafforzamento di quanto il Veneto offre in termini turistici valutando il profilo di questo nuovo turista 2.0, come cambiano le abitudini di pernottamento (in particolare in termini di durata) nonché di spesa e l’impatto in termini geografici».

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