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Economia

Bonus edilizi, Ance: «Guerra alle frodi, avanti tutta con la rigenerazione immobiliare»

Il presidente Giovanni Salmistrari commenta i dati del settore 2021 e l'impatto delle misure fiscali. Sicurezza: «Il dramma delle morti sul lavoro è una tragedia per tutti». Mose: «Burocrazia inchiodata, così non finirà mai»

I dati della Cassa Edile (operai e imprese) nel 2021 parlano chiaro: la ripresa c'è, il settore è cresciuto, specie per quanto riguarda il numero degli addetti, e si è preso fiato dopo l'anno orribile del Covid. Ma sul versante dei bonus e delle ristrutturazioni c'è ancora da lavorare. A dirlo è il presidente dell'Ance Venezia (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Giovanni Salmistrari, che oggi ha fatto il punto su bonus fiscali, decreto legge antifrode, Mose e sicurezza sul lavoro in una conferenza di fine anno.

Bonus e settore edile, i dati

Ad aprile del 2021 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente gli addetti del settore nel Veneziano sono passati da 4.393 a 4.949 segnando un +12%. Le imprese da 761 sono arrivate a 824. A giugno 2021 e poi a ottobre di quest'anno si è registrata una lievissima flessione del numero delle aziende mentre sono aumentati, più lentamente, gli addetti impiegati nei lavori. «Certo, sono emerse frodi sugli sgravi messi in campo dal governo per le ristrutturazioni, ma non si può rischiare di bloccare un percorso virtuoso di ripresa per questo motivo. I bonus rappresentano un sostegno per l'edilizia ma non solo: contribuiscono a far emergere il lavoro nero e a rigenerare il patrimonio immobiliare, oltre a contribuire all'adeguamento agli standard della sicurezza antisismica delle strutture», commenta il presidente dell'Ance.

«Sono dispiaciuto - continua Salmistrari - per il fatto che non sia stato mantenuto per le città storiche il bonus facciate, nonostante mi fossi confrontato con il ministro della Cultura, Dario Franceschini, in merito all'importanza per una città come Venezia. Sarebbe stato utile». In base alle statistiche della Camera dei Deputati sull'andamento del Superbonus nel 2021 e l'impatto degli incentivi fiscali sul sistema economico, lo studio dimostra che il saldo è positivo per 3,9 miliardi di euro. Dal 1998 ad oggi l'impatto è quantificabile in 36 miliardi di euro. Le piccole e medie imprese impegnate nei lavori del Superbonus in provincia, negli ultimi anni, si aggirano attorno al migliaio, secondo secondo il presidente dell'Ance, con investimenti che vanno dai 500 ai 700 milioni di euro. Il Veneto, dopo la Lombardia è la regione che ha maggiormente utilizzato questo tipo di incentivo.

Sicurezza sul lavoro

«I morti sul lavoro sono una tragedia. Un dramma che coinvolge anche le aziende in cui accadono questi incidenti estremi - commenta Salmistrari - Voglio prendere le distanze da chi afferma che alle imprese la sicurezza e la prevenzione non interessano. Il nostro Centro Edile per la sicurezza (paritetico con il sindacato) fa mediamente 400 visite all'anno nei cantieri della provincia, in tutte le imprese iscritte alla cassa e le non conformità rilevate si attestano intorno al 10% delle verifiche effettuate, e di queste oltre il 50% sono non conformità di lieve entità. A risultati analoghi portano le verifiche effettuate dal Rappresentante territoriale dei lavoratori per la sicurezza, un sindacalista, le cui visite dal 2018 ad oggi hanno evidenziato una situazione di complessiva regolarità».

Mose

In ultima analisi non è mancata una cosiderazione del settore sul lavori del Mose. «Mancano poche adesioni al concordato, quelle delle aziende più grandi, come Mantovani e Fincosit che sono in procedura perciò procedono più lentamente, ma va detto che serve mettere un punto fermo sul dovuto alle imprese e ripartire accelerando i passaggi burocratici che inchiodano - sottolinea Salmistrari -. Stop al commissariamento tecnico del Consorzio, le aziende vanno coinvolte sui lavori, sui tempi di realizzazione. Ben vengano i controlli sulle procedure ma è assurdo escludere i diretti interessati - continua il presidente - Così non finirà mai. I cantieri sono fermi da un anno, e imprese che avanzavano decine di milioni si sono presentate lo stesso agli appuntamenti per il sollevamento delle paratoie del sistema. La fine dei lavori al 31 dicembre 2023 la vedo difficile. Così come vedo allontanarsi la creazione dell'Agenzia per la laguna, che doveva nascere un anno fa, e il proseguio dei lavori a piazza San Marco: assurdo, è tutto bloccato perché alle imprese non viene versato l'acconto dovuto per legge».

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