Economia

Che ci sia una ripresa? Per la prima volta cresce il numero delle ditte

La crisi continua a mordere in provincia, ma nel terzo trimestre 2013 ci sono segnali positivi. Male edilizia e agricolutura, bene turismo ed export

Porto Marghera (Nicola Zuliani)

La crisi permane ma si intravedono segnali di ripresa. E' quanto emerge dal “Venezia Indicatori” 4/2013, la pubblicazione realizzata periodicamente dal Servizio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Venezia per tenere monitorati i principali indicatori congiunturali della provincia, e i cui risultati sono stati presentati dal segretario generale, Roberto Crosta, e dalla responsabile dell’ufficio, Laura Osgualdo.

Il punto di partenza è dato, al solito, dalla struttura produttiva. Al terzo trimestre di quest’anno, nel Veneziano si contano 99.327 localizzazioni produttive registrate, 77.719 sedi d’impresa e 21.608 unità locali (stabilimenti, filiali): rispetto al 30 settembre 2012 sono diminuite di uno 0,9%, ma il calo è meno marcato rispetto ai trimestri precedenti e, anzi, su base congiunturale (cioè rispetto al periodo aprile-giugno 2013) si registra un lieve aumento del 0,2%.

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Il dato più rilevante, tuttavia, riguarda gli insediamenti produttivi attivi: tra le localizzazioni registrate, infatti, figura anche una percentuale di imprese di fatto inattive, ad esempio quelle in scioglimento o in liquidazione (che sono 2.604) o con procedure concorsuali in atto (1.150). Le imprese attive al 30 settembre 2013 ammontano a 89.348, in calo di un -1,2% rispetto al terzo trimestre del 2012, frutto di una contrazione del -1,8% per le sedi d’impresa (- 1.237 in termini assoluti), che sono 68.513, e, per converso, di un incremento dello 0,6% delle unità locali, pari a 20.835. Anche in questo caso, a livello congiunturale, rispetto ai tre mesi precedenti, lo stock di imprese attive risulta in lieve crescita, dello 0,1%, grazie all’andamento della nati-mortalità delle imprese, tornato leggermente positivo nel secondo e terzo trimestre di quest’anno.

Analizzando le sedi d’impresa attive sotto il profilo settoriale, sempre nel terzo trimestre del 2013, si può notare come i settori più in sofferenza siano ancora una volta le costruzioni, che denotano una contrazione del 4,1% rispetto al 30 settembre del 2012 (- 476 attività in termini assoluti), il comparto agricolo, che perde 524 imprese (-5,8%), e l’industria in senso stretto (-3,9%), mentre il terziario ha evidenziato una sostanziale tenuta (+0,1%), con buone performance per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+1,1%) e il settore Finanza e Assicurazioni (+1,3%).

Per quanto riguarda le forme giuridiche, spicca la frenata subita in provincia di Venezia, in controtendenza rispetto al Veneto e all’Italia, delle società di capitali, una tipologia societaria notevolmente aumentata negli ultimi anni e che rappresenta quasi il 18% del totale, ma che, rispetto al 30 settembre 2012, fa segnare un -1,9%. In calo, pure del -1,9%, anche le imprese individuali, che costituiscono il 56,8% del totale delle sedi d’impresa, e, del -1,4%, le società di persone, che hanno un peso percentuale del 23,4%.

Un capitolo a parte va poi dedicato alle sedi d’impresa artigiane, che sono spalmate su più settori, con netta prevalenza per le costruzioni e il manifatturiero, e che al 30 settembre 2013 risultano 19.928, il 29,1% del totale, con una contrazione del -2,3% a paragone del terzo trimestre dello scorso anno: va però rilevato come, dopo un anno di continua decrescita, anche qui si annota un leggero aumento (+0,2%) di queste attività rispetto al trimestre precedente, ossia al 30 giugno 2013. Le variazioni negative più marcate si sono avute nel settore delle costruzioni e dell’industria in senso stretto, mentre sono andate decisamente meglio le imprese artigiane nei settori del terziario.

Uno degli elementi incoraggiamenti relativi all’andamento della struttura produttiva è dato dalla nati-mortalità d’impresa. Nei primi nove mesi dell’anno, da gennaio a settembre, si sono registrate 3.792 iscrizioni di nuove imprese a fronte di 3.978 cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio), per un saldo negativo di 186 unità, dovuto però prevalentemente al pesante deficit dei primi tre mesi del 2013 (- 606 imprese): come detto nel secondo e terzo trimestre di quest’anno il saldo è ritornato in positivo. Anche i fallimenti sono in sensibile diminuzione: da gennaio a settembre le aperture di fallimento sono state 97, contro le 139 dei primi nove mesi dello scorso anno, -30,2%, anche se a questo risultato fa da pendant l’incremento delle aperture di concordato preventivo, 21 contro le 15 del periodo gennaio-settembre 2012, +40%.

In questo quadro certo ancora precario, l’economia provinciale può contare su due assi che tengono bene: il turismo e soprattutto l’export. Tra gennaio e settembre 2013 le presenze turistiche in provincia, oltre 31 milioni, sono risultate sostanzialmente stabili (-0,8%), così come gli arrivi, quasi 7,2 milioni di turisti, praticamente lo stesso numero rilevato nei primi nove mesi del 2012. E riportano una buona tenuta anche i giorni di permanenza media, 4,4. Nei primi sei mesi del 2013 (qui i dati più aggiornati riguardano il secondo trimestre), poi, le imprese veneziane hanno esportato beni per 2.012 milioni di euro, con un sensibile incremento del +6,7% rispetto allo stesso periodo del 2012, la migliore performance tra le province venete (anche le importazioni, pari a 2.919 milioni di euro, sono aumentate del +14,9%, per un saldo passivo di 908 milioni). Le calzature si confermano al primo posto nella graduatoria delle merci più esportate, mentre la classifica dei partner commerciali è guidata da Germania, Francia e Austria, e va sottolineata, tra i Paesi cosiddetti BRIC, l’impennata delle esportazioni verso Brasile (+39,4%) e India (+35,4%).

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