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Dipendenti indossano mascherine. Foto ANSA

Dipendenti indossano mascherine. Foto ANSA

A marzo 2021 occupazione veneta in lenta ripresa

I dati Veneto Lavoro elaborati da Confapi. Il saldo tra assunzioni e cessazioni nel primo trimestre dell'anno, al netto del blocco dei licenziamenti, è stato pari a +29.000 unità (+18.000 nel 2020). «Occorre programmare vaccinazioni e assunzioni ora»

Il saldo tra assunzioni e cessazioni nel primo trimestre 2021 in Veneto, al netto del blocco dei licenziamenti, è stato pari a +29.000 unità rispetto alle +18.000 fatto registrare nel 2020. Un segnale positivo che incoraggia le imprese a pianificare la ripartenza. I dati Veneto Lavoro sono stati elaborati da Confapi Venezia (Confederazione della piccola e media industria privata). La pandemia da Covid-19, che ha investito il sistema economico veneto quando aveva recuperato e accresciuto i livelli occupazionali presenti prima della crisi del 2008, ha fatto registrare una caduta a partire dal marzo 2020, tale da azzerare gli incrementi precedenti. Dall’analisi dei dati di Veneto Lavoro, circa la variazione, emerge che il picco più basso del saldo delle posizioni di lavoro dipendente si era verificato a giugno dello scorso anno, con - 44.000 unità, per poi recuperare progressivamente nell’autunno sino ad arrivare al livello di sostanziale pareggio attuale. 

L’andamento delle assunzioni risulta in flessione di -17% rispetto all’anno precedente e di -31% sul 2019. Dal punto di vista contrattuale, il bilancio del primo trimestre è stato soprattutto positivo per il tempo determinato (+24.000 posizioni) e per il tempo indeterminato (+5.400), mentre risulta appena negativo (-700) per l’apprendistato. Osservando l’andamento tendenziale, i contratti a tempo indeterminato, protetti dalla cassa integrazione estesa e dal divieto di licenziamento imposto dal governo, hanno registrato un calo costante ma contenuto e si sono mantenuti in terreno positivo, nonostante prosegua ancora la flessione delle assunzioni.

A pagare maggiormente sono gli stagionali, quindi i contratti a termine, nei quali si è riversato tutto il peso delle diverse fasi di lockdown, con una caduta importante nei mesi di maggio e di giugno, seguita da un parziale recupero, arrestato però nel mese di novembre. Sul versante delle cessazioni dei contratti di lavoro, nel primo trimestre 2021 si sono complessivamente ridotte del -29% rispetto sul corrispondente periodo dei due anni precedenti. Sono tutti in netta flessione, in modo particolare i licenziamenti collettivi (-68% sul 2020), quelli per motivi economici individuali (-65%) e quelli legati alla fine dei rapporti a termine, come conseguenza dei mancati reclutamenti (-39%). Le donne e i cittadini italiani sono i più penalizzati nelle assunzioni: le prime hanno visto un calo del -22% rispetto al 2020, a fronte del -13% degli uomini), mentre i connazionali registrano -17% contro -15% dei lavoratori stranieri. Circa la classe d’età, pagano in egual misura i giovani e le età centrali (-18%), mentre i senior (numericamente meno rilevanti) segnano un -12%. Dando uno sguardo alla geografia, le province ad elevata propensione turistica, Venezia in testa, sono quelle a pagare i costi più rilevanti della crisi pandemica (Venezia -38%).

Al fine di ridurre il divario tra domanda e offerta, Apindustria servizi, l’ente per la formazione e i servizi al lavoro di Confapi Venezia, continua a promuovere corsi di formazione specifici volti a formare e riqualificare risorse umane su mansioni ricercate dalle aziende: saldatori e carpentieri, autisti di mezzi pesanti, esperti in controllo di gestione. A proposito di quest’ultimo profilo, il direttore di Confapi Venezia Nicola Zanon sottolinea: «È una figura richiesta dalle aziende poiché opera nell'ambito della funzione amministrativa reperendo e rielaborando dati contabili, programmando situazioni previsionali, occupandosi della gestione del cash e verificando fatti di gestione». È prevista un’attività finanziata dal Fondo sociale europeo, in avvio il prossimo maggio. «I dati di Veneto Lavoro, elaborati dal nostro centro studi, evidenziano l’attesa inversione di tendenza nel confronto con lo stesso periodo del 2020 - commenta il presidente di Confapi Venezia, Marco Zecchinel -.  Il mese di marzo dello scorso anno corrispondeva infatti con la fase più dura delle misure di lockdown. Questo è il momento di pianificare la ripartenza. Da un lato è indispensabile coinvolgere aziende e privati nella campagna vaccinale. Abbiamo organizzato per lunedì 19 aprile un meeting online gratuito sul tema vaccinazioni in azienda».

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