Si spinge verso la digitalizzazione: taglio del nastro "virtuale" al Centro Archivistico Regionale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

«Abbiamo voluto dare un forte impulso ai processi di dematerializzazione documentale e procedimentale, soprattutto all'interno degli enti locali veneti. Tutto ciò confermando, ancora una volta, il ruolo della Regione nel promuovere e favorire tali percorsi di evoluzione della PA verso i servizi digitali, soprattutto per i Comuni più piccoli.» Lo ha affermato il Vicepresidente Gianluca Forcolin in occasione della presentazione e del taglio del nastro virtuale del Centro Archivistico Regionale.

Le iniziative

«Da tempo Regione del Veneto ha avviato una serie di iniziative a favore degli enti locali – spiega ancora Forcolin – abbiamo messo a disposizione una serie di servizi, alcuni gratuiti ed altri a pagamento, a supporto dei processi di dematerializzazione documentale. Si tratta, in particolare di firma digitale, posta elettronica certificata e conservazione sostitutiva. Per dare un’idea dal 2017 ad oggi la Regione del Veneto ha fornito a titolo gratuito agli enti locali 3.140 PEC e 2.500 Firme digitali per un totale di 290 amministrazioni locali.» Il Centro Archivistico è finalizzato a realizzare un sistema di interscambio per consentire e agevolare le attività di invio in conservazione della documentazione prodotta da parte di tutti gli Enti del territorio veneto, promuovendo un approccio alla conservazione omogeneo, organizzato e interoperabile. Recentemente la Giunta regionale ha approvato la DGR 1478 del 15 ottobre 2019, nella quale, in linea con le finalità dell’Agenda Digitale del Veneto – ADVeneto2020, è stato approvato lo schema di Convenzione per l’adesione ai servizi del Centro Archivistico Regionale tra la Regione del Veneto e gli enti pubblici veneti aderenti.

«Soluzione diversa»

«L’idea è quella di offrire una soluzione condivisa, affidabile e tempestiva al problema della conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni – spiega Idelfo Borgo, Direttore dell’area ICT e Agenda Digitale della Regione – una soluzione che offre diversi vantaggi: garantisce il complesso delle attività da svolgere, risponde ai requisiti giuridici in vigore e supporta gli enti con le competenze professionali necessarie per la corretta conservazione degli archivi informatici. Questo non significa che la Regione vada a sostituire gli operatori di mercato – sottolinea Borgo – non intendiamo, quindi, soppiantare i conservatori in quanto non è prevista alcuna attività diretta di conservazione dei documenti e neppure di subentrare alle aziende fornitrici di applicazioni di backoffice. Anzi, i conservatori accreditati AgID e i fornitori ICT rappresentano enti partner con i quali dialogare e collaborare in una visione di medio-lungo periodo, lavorando insieme per la definizione di evoluzioni future del nuovo Gateway documentale.»

“Tutto questo – conclude il Vicepresidente Forcolin - significa per la Regione del Veneto mettere nelle condizioni tutti i nostri enti, soprattutto quelli piccoli e piccolissimi, di assolvere agli adempimenti normativi, ottenendo economie di scala, replicando le migliori pratiche, condividendo standard e strumenti. Il tutto ad esclusivo vantaggio dei cittadini.”

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