Distretto del vetro, l'Abate Zanetti come scuola di eccellenza

L'allarme del sindacato Filctem Cgil: «Servono regole condivise e un confronto fra categorie e istituzioni per preservare un patrimonio che rischia la scomparsa». Pesano contraffazione e calo di lavoro

Vetro di Murano, archivio

Ecco la fotografia attuale del distretto del vetro di Murano, per il sindacalista della Filctem Cgil Venezia, Michele Pettenò. «Ci sono 100 aziende, 600 addetti, uno su 4 residente in isola, venticinque milioni di perdite stimate nel 2020 e un domani senza certezze. La maggior parte delle aziende tira avanti con la cassa integrazione: in calo gli ordini, niente turisti e l’export continua a non dare segnali di ripartenza. Murano - dice Pettenò - è l’isola che rischia di scomparire», sotto il colpo di grazia della pandemia.

L'unicità 

«Da alcuni dati raccolti possiamo sostenere che il fatturato medio delle imprese negli ultimi dieci anni è sceso quasi del 40% - continua Pettenò - e che la contraffazione continua a rappresentare un problema. Quando si acquista un oggetto in vetro di Murano si acquista anche una parte di storia del distretto: un oggetto non perfetto, ma unico nel suo essere».

Le tendenze

Sempre in base al contatto diretto del sindacato con le imprese dell'isola, Pettenò parla di un cambiamento in corso sull'isola del vetro: «l’occupazione oggi è garantita dagli ammortizzatori sociali, l'età media dei lavoratori assunti con contratti a tempo indeterminato si aggira attorno ai 43 anni». Alcune sostanze legate alla lavorazione del vetro, un tempo, sono state bandite per incompatibilità con la difesa dell'ambiente, come l'arsenico. Continua a esserci il cadmio ma tale situazione viene monitorata dalle centraline predisposte da Arpav con l’obbiettivo di monitorare i livelli di inquinamento. Ad ogni modo, precisa Pettenò, nulla è lasciato al caso: tutto nasce da un pezzo di carta in cui viene tracciata l’idea di un nuovo oggetto che poi incanta quando diventa reale: un mondo fatto di colori e forme unici nel loro essere».

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Il grido di allarme

Murano è anche contraffazione, evasione fiscale e chiusura di aziende, ricorda il sindacalista Filctem. «Oggi il distretto ha un estremo bisogno di regole nuove e progettualità per affrontare temi come occupazione, salute, fisco e tutela dell'originale. Il nostro è un grido d’allarme - conclude -  conosciamo la fragilità di un distretto riconosciuto in tutto il mondo, in cui a fare la differenza non sono le macchine ma l’uomo. Per questo, e per il valore che rappresenta per Venezia, serve il confronto tra tutte le istituzioni e le associazioni di categoria. Servono trasparenza e regole chiare, figure professionali adeguate, la scuola Abate Zanetti dovrebbe diventare punto di partenza e tutela di questa eccellenza, che crea eccellenza».

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