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Artigianato: export oltre quota 61 miliardi. Ma le infrastrutture non aiutano

La Germania si conferma il principale Paese importatore nella Ue, gli Stati Uniti extra Unione europea. Crescono Messico, Australia e Canada. «Il gap infrastrutturale ci rallenta»

Export veneto cresciuto ancora nel 2018: più 2,5%, a quota 61 miliardi di euro. Il ritmo di crescita però, è meno elevato rispetto alla media del manifatturiero nazionale (+3%) che ha raggiunto i 444 miliardi di euro e, soprattutto, è la metà della crescita dell’Emilia Romagna (+5,2%) che ci ha superato in classifica. I dati sono relativi alla ultima rilevazione dell’osservatorio di Confartigianato Imprese Veneto su dati Istat.

Tempi di percorrenza

«Il 2018 sarebbe da incorniciare - afferma Agostino Bonomo presidente di Confartigianato Imprese Veneto - purtroppo però questi dati eccellenti nascondono un problema serio. Inizia a venire al pettine il gap infrastrutturale che ci zavorra e sta rallentando la nostra regione nei confronti, ad esempio, dell’Emilia Romagna che, oggi, coronando un inseguimento di soli 3 anni ha recuperato 2 miliardi di euro di export manifatturiero (tanto era il divario nel 2015), relegandoci al terzo posto della classifica. Purtroppo - prosegue Bonomo - il Veneto rischia di essere emarginato nel nuovo triangolo dello sviluppo formato da Milano, il nodo emiliano e l’area centrale veneta. Come dimostrano i risultati dei nostri cugini emiliani che, ad esempio, da 10 anni hanno l’alta velocità. La competitività delle imprese si alimenta anche con il far viaggiare e mettere in rete competenze e persone. Serve una svolta e avvicinare i nodi dell’asse padano da Torino a Venezia, comprimendo i tempi di viaggio sulla rete ad alta velocità, portando a un'ora la tratta Milano – Mestre. In direzione sud verso Roma, ridurre il tempo di percorrenza sulla tratta Padova – Bologna dagli attuali 59 a 34 minuti. Anche in considerazione del prossimo completamento della superstrada Pedemontana, è urgente dare compimento al collegamento autostradale della Valdastico con l’asse del Brennero».

I paesi 

Tornando ai numeri, si consolida la crescita della quota di export manifatturiero veneto verso i Paesi dell’Ue 20 che raggiunge il 60,2%, con un aumento di +3,7% rispetto al 2017. Le crescite più consistenti hanno riguardano l’export diretto in Francia e Spagna (+6,9%), Paesi Bassi (+5,8%) e Repubblica Ceca (+5%). La Germania si conferma il principale Paese importatore intra Ue (12,9% dell’export manifatturiero veneto), segue la Francia, con il 10,3%. Mentre continua a soffrire l’extra Ue, aumentato a livello regionale solo del +0,9%. Tra i principali paesi di sbocco, l’incremento più significativo ha riguardato il Messico (+12,9%). Seguono Australia (+4,8%), Canada (+4,6%) e Stati Uniti (+4,3%). Nel corso dell’anno sono diminuite sensibilmente le esportazioni manifatturiere verso Emirati Arabi Uniti (-19,5%) e Turchia (-8,3%). Altre contrazioni hanno riguardato anche l’export diretto ad Hong Kong (-6,9%) e Russia (-3,3%). Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di sbocco extra Ue 28 (8,4% del totale dell’export manifatturiero per oltre 5 miliardi di euro).

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