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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Venezia la Smart-Serenissima: la città va verso la diffusione della banda ultra larga

Il progetto Open Fiber, finanziato 40 milioni di euro, è prossimo al completamento per reti e connessioni ultra veloci in città

È ormai prossimo al completamento il progetto Open Fiber per la diffusione della banda ultralarga a Venezia, attraverso il quale sono state già cablate oltre 110mila unità immobiliari – sul totale di 120mila previste – fra centro storico e terraferma. La scorsa primavera, il Comune di Venezia ha siglato il rinnovo della convenzione con Open Fiber, prorogando i termini dell’accordo in collaborazione con Tim e Venis sino al 30 aprile 2022, per la completa realizzazione dell’infrastruttura in fibra ottica. Dal 2016, la tecnologia FTTH (Fiber To The Home) mette a disposizione dei residenti le più innovative applicazioni per Smart City, tra cui la raccolta ed analisi dei flussi dati riguardanti il turismo, il traffico dei mezzi pubblici su strade e canali, nonché la gestione dei parcheggi e le informazioni meteorologiche. Convogliate nel moderno centro operativo della Smart Control Room, le sequenze rilevate da telecamere e sensori dislocati in città vengono esaminate da un gruppo di esperti per mezzo di sistemi di elaborazione adattivi, ossia basati sull’intelligenza artificiale. In tal modo, è possibile progettare nuove funzionalità e servizi ottimizzati in base alle esigenze dei cittadini, attuando una gestione intelligente della raccolta dei rifiuti, dell’illuminazione, della sicurezza e della mobilità urbana, nonché del transito di imbarcazioni lungo i canali. Aspetti che si prospettavano quali criticità in una città particolarmente complessa. Reti e connessioni ultraveloci consentono oggi l’accesso in tempo reale ai sistemi adattivi più moderni progettati per le Smart City.

«Sono molto orgoglioso di questo risultato - ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro - che ci ha permesso, durante tutto il periodo di lockdown, di tenere un filo diretto con la cittadinanza e che ora rappresenta a tutti gli effetti un vero e proprio fiore all’occhiello per una città unica al mondo che può finalmente contare su un polo altamente innovativo e all’avanguardia, dal quale garantire la sicurezza di tutti e un pronto intervento nel caso di necessità». 

Venezia: una transizione a basso impatto ambientale 

Il progetto è stato finanziato sia grazie ai fondi europei che ai fondi del Comune di Venezia. Con un investimento di circa 40 milioni di euro, la prestigiosa ed antica città sulla laguna è stata dotata della rete “a prova di futuro”, realizzata interamente in fibra ottica, con la posa di 2000 km di cavi sul territorio – inclusi alcuni tratti sottomarini. Un traguardo notevole, soprattutto riguardo la peculiare topografia della Serenissima, poiché interamente effettuato con il minimo impatto ambientale possibile. Ossia, sfruttando tracciati preesistenti e servendosi delle tecniche più all’avanguardia per effettuare i nuovi scavi indispensabili, pari ad un totale di 28,8 km nel centro storico. Venezia non soltanto è la prima città italiana ad aver realizzato una sala di controllo con soluzioni IoT e realtà aumentata, ma tale struttura – situata sull’Isola di Tronchetto – rappresenta al contempo la più avanzata centrale operativa europea. 

Quali sono i benefici delle applicazioni Smart City? 

Tra i principali vantaggi apportati dall’utilizzo di tecnologie di nuova generazione si evidenzia una concreta evoluzione verso la maggiore sostenibilità: in tal senso, le aree metropolitane possono ridurre in maniera significativa l’impatto delle proprie attività, diminuendo le emissioni di CO? e decongestionando il traffico. Reti di trasporto, energetiche ed ambientali all’avanguardia consentono di eliminare in gran parte gli sprechi, orientandosi verso un utilizzo più consapevole delle risorse. Inoltre, la gestione delle reti elettriche con sistemi adattivi rappresenta anche un valido sistema per minimizzare l’impatto dei blackout. Nell’ambito dell’indagine nazionale svolta nel 2017 da FPA sulle città italiane più smart, grazie alle applicazioni Internet of Things (IoT) il capoluogo veneto si è aggiudicato il primo posto assoluto riguardo il verde urbano ed il consumo di suolo, il secondo per la sicurezza ed il terzo per mobilità sostenibile, turismo e cultura. Centri urbani più tecnologici per migliorare la qualità della vita e creare nuove opportunità di lavoro. Essere in grado di comprendere meglio le dinamiche e le condizioni di una città permette di prendere decisioni più avvedute per il domani. Dispositivi IoT e sensori interconnessi per scambiare informazioni a vicenda ed, allo stesso tempo, inviare flussi dati al centro operativo di raccolta ed analisi, sono tra le tecnologie alla base della pubblica amministrazione digitalizzata. Funzionari comunali e tecnici possono visualizzare – nel rispetto della normativa vigente sulla Privacy (General Data Protection Regulation o GDPR) – dati raccolti, controllare sistemi da remoto ed automatizzare specifiche attività. Preservare risorse come acqua, gas ed elettricità si traduce in un cospicuo risparmio economico. Dispositivi IoT per incrementare la sicurezza: tramite la diffusione del G5 e la posa del cavo fibra ottica anche nelle periferie, è possibile monitorare da remoto anche i sistemi di allarme installati in edifici e spazi pubblici altrimenti esposti a danneggiamenti e furti. Sistemi antincendio e di ventilazione per le infrastrutture stradali come i tunnel sono in grado di garantire più efficienza, rilevare anomalie e consentire agli operatori il controllo segnaletico da remoto. Il flusso del traffico è di certo uno degli ambiti applicativi in cui si sono riscontrate rapide migliorie con l’impiego di apparecchiature interconnesse ed analisi predittive per programmare lavori di manutenzione. 

La transizione tecnologica nelle metropoli globali 

L’Onu ha stimato una crescita fino al 68% – rispetto al dato attuale del 50% – della popolazione globale che risiederà nelle aree urbane entro il 2050. Per sostenere un così elevato inurbamento, mantenere una buona qualità della vita ed evitare che la maggiore densità abitativa conduca a conseguenze ingestibili, l’adozione delle soluzioni smart è stata individuata quale strategia ideale – sia in termini di impatto ambientale che in relazione alle problematiche dell’elevata concentrazione demografica. Attualmente, la transizione verso il modello urbano “intelligente” è stata applicata a Londra, Singapore, Seoul, New York, Helsinki, Montreal, Boston, Melbourne, Barcellona e Shanghai. Sono le metropoli più tecnologiche e smart del mondo, secondo la classifica stilata dalla società di consulenza ‘Eden Strategy Institute’. Quattro quinti del Pil mondiale vengono oggigiorno prodotti dalle principali aree metropolitane, il cui peso economico è destinato ad elevarsi con l’incremento demografico previsto. Pertanto, il modo in cui le grandi città si svilupperanno nel prossimo futuro sarà determinante per l’economia globale.

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