Varato il piano dei trasporti del Veneto 2020-2030, protesta dei navigli minori

Flash mob mercoledì al Tronchetto dei dipendenti associazione armatori trasporto passeggeri: chiedono tutele uguali ai lavoratori del pubblico. Gli obiettivi del documento approvato in Consiglio regionale

Tronchetto, archivio

Due anni e otto giorni per il varo del nuovo piano regionale dei trasporti del Veneto 2020-2030, attraverso il monitoraggio dei cambiamenti sociali ed economici, delle abitudini della popolazione, dell’evoluzione organizzativa e dell’innovazione tecnologica. Il governatore Luca Zaia e l’assessore ai Trasporti, Elisa De Berti lo hanno presentato martedì con l'approvazione in Consiglio regionale. Sostenibilità è la parola chiave di questo piano, che vale oltre 20 miliardi di euro, dei quali poco meno di 13 sono già disponibili, prosegue Zaia.

La partenza

«Le osservazioni raccolte hanno consentito di apprendere, valutare e approfondire le esigenze espresse dal Veneto», sottolinea l’assessore De Berti. Il procedimento era iniziato il 6 luglio del 2018 con l’avvio delle attività preliminari di studio e ricerca, supportate da un board tecnico-scientifico di esperti guidati dal professore Ennio Cascetta, da portatori di competenze ed esperienze riferibili agli Atenei veneti, in particolare l’Università degli Studi di Padova, l’Iuav e Ca’Foscari di Venezia e l’Università degli Studi di Verona.

Le tappe

Il 25 marzo 2019 sono stati approvati il cocumento preliminare di piano e il rapporto preliminare ambientale e poteva così iniziare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) avviando un confronto con gli Enti aventi competenze ambientali, con gli operatori direttamente interessati alla redazione del piano e gli stakeholder istituzionali e privati (gestori delle infrastrutture, Enti locali, associazioni ambientalistiche, comitati locali, rappresentanti delle Associazioni delle vittime della strada). Dal 2 luglio 2019 sono stati organizzati numerosi appuntamenti pubblici in tutta la regione per la presentazione del documento. Da ciò è scaturito il piano adottato dalla giunta regionale il 23 settembre 2019 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. Le successive osservazioni pervenute da 41 soggetti pubblici e privati e i 3 pareri di enti competenti in materia ambientale, le relative controdeduzioni della struttura regionale e tutta la documentazione del piano sono stati trasmessi alla Commissione Vas che l’11 dicembre 2019 ha espresso il proprio parere favorevole. Infine, il 17 dicembre scorso il provvedimento è stato trasmesso al Consiglio regionale. 

Obiettivi

Questi, in sintesi, gli otto obiettivi fondamentali del piano che prevede investimenti, fino al 2030, per oltre 20 miliardi di euro, di cui oltre la metà già disponibili, il 62 per cento dedicati alla mobilità e al trasporto su ferro e il 35 per cento all’adeguamento e manutenzione stradale: connettere il Veneto ai mercati nazionali e internazionali, per la crescita sostenibile dell’economia regionale, fortemente orientata alle relazioni internazionali; è prioritario, quindi, completare il disegno infrastrutturale di connessione con le principali capitali europee e i relativi mercati di riferimento; potenziare la mobilità regionale per un Veneto di cittadini equamente connessi, riducendo le disparità territoriali, anche al fine di contrastare lo spopolamento dei centri periferici; promuovere la mobilità in funzione dello sviluppo dell’offerta turistica ampliando la rete infrastrutturale, migliorando la connessione intermodale tra offerta pubblica, privata e mobilità debole (percorsi pedonali, cicloturismo, escursionismo) e lo sviluppo aeroportuale; sviluppare un sistema di trasporti orientato alla tutela dell’ambiente e del territorio, prevedendo di ridurre le emissioni nocive nell’aria, anche con interventi finalizzati a una maggiore fluidificazione del traffico, al cambio modale da gomma a modalità più sostenibili, al rilancio del trasporto pubblico, allo sviluppo dei carburanti green e dei veicoli ibridi ed elettrici; accrescere funzionalità e sicurezza delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, tutelando maggiormente la mobilità debole e assicurando la manutenzione delle reti e dei percorsi; promuovere il Veneto come laboratorio per nuove tecnologie; completare ed efficientare la spesa pubblica per i trasporti e promuovere forme di finanziamento in grado di attrarre capitali privati; sviluppare una nuova governance integrata della mobilità regionale: rientra in tale contesto il sistema delle concessioni autostradali e della rete stradale ordinaria, la gestione della rete ferroviaria, il coordinamento del sistema degli interporti, il riordino nelle competenze del trasporto pubblico locale.

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Il flash mob

Intanto lavoratori e aziende del naviglio minore erano in protesta stamattina, 15 luglio alle 9, per tenere alta l'attenzione sullo stato di crisi che sta interessando il settore. Il flash mob, durato 10 minuti, è stato promossa dall'associazione italiana Armatori Trasporto Passeggeri e Cub Trasporti al Tronchetto, davanti all'imbarcadero di Actv. Per i dipendenti Aiatp (Associazione Italiana Armatori Trasporto Passeggeri) i servizi effettuati con imbarcazioni minori e nelle acque interne non rientrando nel trasporto pubblico locale di linea, nè tantomeno essendo incluso tra le attività turistiche, si troverà entro pochi giorni a dover affrontare la mancanza di tutele e di ammortizzatori. Di qui la richiesta di una parificazione delle condizioni alle categorie del turismo o del trasporto pubblico e degli ammortizzatori Inps previsti, chiedendo il riconoscimento della causale Covid fino a che il turismo non possa ritornare almeno a un livello di sostenibilità. Le imprese del settore non beneficiano di contributi pubblici non essendo prevista almeno fino a marzo 2021 una ripresa del turismo. «Tutele per evitare di determinare migliaia di disoccupati e senza reddito».

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