Alla faccia della parità: le neolaureate prendono 300 euro in meno dei maschi

A tre anni dal conseguimento del titolo di studio a Ca' Foscari il gentil sesso percepisce in media uno stipendio di 1.151 euro al mese, meglio stanno i colleghi uomini. Disoccupazione 7,3%

Se il posto fisso "è noioso", come ha dichiarato recentemente, salvo poi raddrizzare il tiro, il premier Mario Monti, di certo metà dei laureati a Ca' Foscari non avranno di che lamentarsi. Se a tre anni dalla laurea, infatti, il 52,7% degli studenti può contare su un posto di lavoro stabile (il 46,1% ha un contratto a tempo indeterminanto, il rimanente è un autonomo), il resto degli 842 intervistati da Almalaurea è un precario, tra contratti formativi (9,9%), non standard (20,7%), parasubordinato (11,5%), altro autonomo (3,1%) e, addirittura, senza contratto (2%). In questo panorama si inserisce, e con una quota rilevante, il part-time, che interessa il 15,2% degli intervistati.

Il tasso di disoccupazione aggregato si attesta al 7,3%, una cifra che, trattandosi di persone con un titolo di studio "pregiato" in mano, non è di sicuro soddisfacente, nonostante sia comunque inferiore alla media nazionale. Il tasso di occupazione, invece, è dell'89,5%. "Nel limbo" si trova chi non lavora ma è tuttora impegnato in un corso di formazione universitaria (7,1%). Ad attirare maggiormente i neolaureati è il settore dei servizi, che assorbe l'80,7% degli occupati, mentre il ramo dell'industria si ferma al 17,7%. L'agricoltura, com'è lecito aspettarsi dalle facoltà di Ca' Foscari non arriva all'1%.

Un fatto da sottolineare è che le differenze di genere, checché se ne dica, rimangono. E pesanti. Le donne che lavorano, infatti, possono contare a tre anni dalla laurea su una retribuzione netta media di 1.151 euro al mese, mentre i colleghi maschi arrivano fino a 1.415 euro, che rimane una somma mediocre ma comunque soddisfacente. Ciò che non può soddisfare è quella differenza di circa 300 euro scarsi nelle buste paga, che alla lunga si fa sentire quando si devono tirare i conti a fine anno. A tre anni dalla laurea, gli intervistati che reputano efficace il corso di studi intrapreso è il 42,8%, abbastanza efficace il 37,9% e per nulla efficace il 19,3%.

Il canale privilegiato di ingresso nel mondo del lavoro si conferma essere lo stage: il 33,4% di coloro che hanno intrapreso "un'attività formativa post-laurea", il 62,6%, ha lavorato in azienda con questo tipo di contratto.
 

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