Economia

Confindustria e Brugnaro compatti: no al terminal offshore per le grandi navi

La strada giusta, ribadiscono, è lo scavo del Vittorio Emanuele e l'attracco a Marghera. Ma anche più poteri alla città: «A dirigere l'Agenzia per la laguna deve essere il sindaco»

L'idea condivisa dal presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese e dal sindaco Luigi Brugnaro è che l'ipotesi di un porto offshore per la crocieristica sia troppo incerta e remota, mentre bisognerebbe lavorare su progetti più concreti come lo scavo del canale Vittorio Emanuele e l'attracco a Marghera. Lo hanno ribadito nel corso del convegno "Cruising: servizi, lavoro e sicurezza" organizzato da The international propeller club port of Venice. «Mi auguro che il governo, nell'ottica della ripresa, ci dia la possibilità di scavare il canale Vittorio Emanuele», ha ribadito Marinese, auspicando poi che venga data agli industriali, e a tutta la città, «la possibilità di interloquire in maniera serena e un po' di stabilità, perché se continuiamo a fare in questo modo vedremo gli altri crescere mentre noi perdiamo quote di mercato».

Da Brugnaro nuove parole di ostilità al piano per un terminal esterno alla laguna, che dovrebbe emergere tramite un concorso di idee finanziato con 2 milioni di euro: «Il governo ha dato un contentino ai movimenti che dicono che i porti turistici saranno fuori dalla laguna», cosa che «è una balla clamorosa». Marinese aggiunge: «Il porto offshore non è cantierabile di qui al 2026, ora vogliamo lanciare il concorso di idee perché lo spot pubblicitario è quello di salvaguardare la laguna. Ma è da 10 anni che ne parliamo. Chiedo agli ambientalisti: ma una volta che facciamo un terminal fuori dalla laguna, come si fa a collegarlo alla terraferma per portarci gli approvvigionamenti e le merci? Ogni nave da crociera per poter essere rifornita occupa circa 40 container, cioè servono 40 tir».

La priorità, dice ancora il sindaco Brugnaro, è che «dobbiamo dragare il Vittorio Emanuele». Proprio sul tema degli scavi dei canali il sindaco ha attaccato il governo e il precedente presidente dell'Autorità portuale, accusandoli di immobilismo. Per il sindaco, infatti, resta prioritario dare all'amministrazione locale poteri di controllo sui temi della laguna: «Nell'agosto dell'anno scorso è nata un'Agenzia per la laguna la cui presidenza dovrebbe essere data al governo: con il ministro Brunetta proporremo una modifica dell'Agenzia, perché il controllo venga dato al sindaco».

La vice ministra alle Infrastrutture, Teresa Bellanova, ha spiegato che Venezia sarà al centro di un ripensamento con l'obiettivo di «decongestionare e depolarizzare, affrontando il tema sicurezza» con «un'analisi approfondita sulle soluzioni transitorie da adottare in una visione di insieme e uno sforzo di realismo», dando nel frattempo tempi certi per il concorso d'idee per la realizzazione del terminal crocieristico offshore.

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