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Grandi Navi, l'Unesco continua a minacciare: "Via da San Marco"

Il rappresentante italiano dell'organizzazione chiede di non aspettare il 2015. Il ministro Franceschini: "Stiamo cercando una soluzione"

Continua a tenere banco la querelle riguardante le Grandi Navi in laguna, ripresa ancora una volta in questi giorni anche dai media nazionali. Inevitabile quindi che la visita del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini a Venezia in occasione di un convegno sul sistema museale italiano rivesta interesse anche su questo argomento. Il rappresentante del governo Renzi ha dichiarato che c'è "una decisione molto precisa assunta un mese e mezzo fa a Palazzo Chigi che prevede che dal 1 gennaio 2015 non passino più davanti San Marco le grandi navi. Nel frattempo si sta studiando una soluzione - ha aggiunto - che naturalmente deve essere compatibile con tutte le nostre norme, comprese quelle di impatto ambientale. Per capire qual è la soluzione alternativa".

Intanto in laguna arriva anche la conferma della dura presa di posizione dell'Unesco, i cui rappresentanti hanno più volte paventato la possibile cancellazione della città dalla lista dei siti protetti. La nota diramata dall'organizzazione internazionale non lascia spazio a grossi dubbi: "Sarebbe auspicabile interrompere al più presto il tour delle grandi navi davanti a San Marco senza aspettare il primo gennaio 2015, perché si corre il rischio di entrare in una zona pericolosa di attenzione per l'Unesco, che può portare a decisioni ancora più gravi. Questo è il primo campanello d'allarme che l'Unesco lancia, c'è ancora un lungo iter, ma visto che il cammino è lungo tanto quanto l'Italia è sorda, è chiaro che bisogna pensare immediatamente a delle soluzioni". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, Giovanni Puglisi.

Parole pesanti: "Mi rendo conto che c'è un problema economico dietro la presenza delle navi a Venezia, che riguarda sia la città stessa sia le grandi società di navigazione; ma c'è un problema molto più serio di tutela del patrimonio, oltre che dell'ecosistema - continua Puglisi - Credo quindi sia necessario sedersi tutti intorno a un tavolo, società di navigazione, ministero dei Beni Culturali e autorità competenti territoriali, per trovare delle soluzioni alternative di valorizzazione dei territori, in modo tale che ciò che si perde con il mancato ingresso a Venezia, lo si possa guadagnare attraverso anche altre mete. Insomma, l'incentivazione del flusso di concentrazione turistica non può consistere soltanto nell'entrare con le navi nei canali di Venezia, un vero obbrobrio per la città".

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