Economia

Imprese, nel 2020 a Venezia le cessazioni superano le iscrizioni

Zanon (Camera di Commercio): «Lo scenario tracciato è sicuramente negativo, ma meno disastroso di quanto ci si aspettasse»

Nell’anno del Covid il tessuto imprenditoriale dei territori di Venezia e Rovigo registra un saldo negativo (-430) tra cessazioni (4.992) e iscrizioni (4.562) al Registro delle Imprese. Rispetto all’anno precedente, c'è stata una forte contrazione delle iscrizioni di imprese (-20,2%), e parallelamente anche delle cessazioni che hanno fatto segnare un calo notevole, ma più contenuto (-14,4%).

È quanto emerge dalle elaborazioni della Camera di Commercio di Venezia Rovigo sulla base dei dati Infocamere-Stockview, anche se per quantificare gli effetti della crisi sul tessuto imprenditoriale per il 2020 sarà necessario attendere il primo trimestre 2021: normalmente, infatti, le comunicazioni di chiusura dell’attività relativa agli ultimi giorni dell’anno vengono registrate e conteggiate nel nuovo anno.

A fine 2020 la Camera di Commercio Venezia Rovigo conta 132.178 localizzazioni registrate di cui 118.881 attive, in diminuzione rispetto ai valori del 2019 dello 0,4%, un dato condizionato da una contrazione delle sedi di impresa dello 0,7% e da un contemporaneo aumento delle unità locali dipendenti dello 0,5%. All’interno di un quadro in peggioramento rispetto al  2019 si confermano alcune tendenze in atto nel tessuto imprenditoriale delle due province con minori effetti percentuali sul tessuto produttivo di Venezia, che segna una contrazione del 0,2% nel totale delle localizzazioni attive, in linea con i risultati registrati a livello Veneto.

Flessioni in quasi tutti i settori

Si aggrava la contrazione del numero delle sedi di impresa: -305 unità attive a Venezia (-0,5% in termini percentuali). Tra queste prosegue la contrazione delle sedi d’impresa artigiane e delle imprese giovanili. Per contro continua, ma rallenta l’aumento delle unità locali: +85 unità locali attive a Venezia (+0,4%), +61 a Rovigo (+1,2%). L’analisi evidenzia flessioni in quasi tutti i settori con effetti percentualmente più importanti su industria (-1,6% localizzazioni totali), agricoltura (-1,5%) e commercio (-1,2%). Variazioni positive di rilievo solo per i servizi alle imprese e finanziari. Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, vista la crisi del settore turistico, si registra infine una variazione positiva di 80 unità anche nel settore “attività dei servizi di alloggio e ristorazione” per la provincia di Venezia (+0,7%).

"Scenario meno disastroso del previsto"

“Lo scenario tracciato è sicuramente negativo, ma meno disastroso di quanto ci si aspettasse - commenta Massimo Zanon, presidente Camera di Commercio di Venezia Rovigo -. I nostri imprenditori stanno lottando per tenere in vita la propria attività, ma servono ristori e interventi immediati per non vanificare i loro sforzi, altrimenti il prossimo anno la conta dei danni sarà ancora più devastante. Stiamo mettendo a punto per il 2021 una serie di interventi economici per prevenire la crisi d’impresa, sostenere la crescita digitale delle micro e piccole imprese, rilanciare il turismo, potenziare le attività di internazionalizzazione, e favorire la formazione-lavoro dei futuri giovani imprenditori. 

I dati sull'occupazione a Venezia

Per quanto riguarda l’occupazione, Veneto Lavoro segnala nel 2020 un saldo occupazionale negativo di 6.433 unità nel Veneziano. Riguardo al dato della domanda di lavoro, il confronto con il 2019 manifesta un dato fortemente negativo per la provincia di Venezia, che passa da 150.177 a 97.492, con una perdita di 52.685 unità, pari ad una percentuale negativa del 35%, causata dall’impatto drammatico che l’emergenza sanitaria globale, con conseguenti lockdown generalizzati, ha avuto nel comparto del turismo. 

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