Economia

Metà imprese del vino in Veneto orientale è senza cantinieri

L'allarme di Condifesa Veneto: «Circa il 50 per cento delle oltre 300 cantine del Sandonatese e Portogruarese è alla ricerca della figura professionale per i lavori sulle viti»

Campi e viti archivio fotografico

«Non si trovano i lavoratori stagionali per bar, ristoranti e alberghi, ma non va meglio alle imprese agricole, specie se produttrici di vino del Veneto orientale». Il grido di allarme arriva da Condifesa Veneto (Consorzio di tutela che associa oltre 20 mila imprese). «Circa il 50 per cento delle oltre 300 cantine ubicate nel Sandonatese e Portogruarese è alla ricerca della figura del cantiniere e manodopera specializzata impegnata nei campi e soprattutto per i lavori sulle viti - spiega il presidente Valerio Nadal -. In cantina si lavora anche con le biotecnologie e macchinari di alta tecnologia, siamo ben lontani dalla figura di qualche decennio fa». Si fatica però a trovare manodopera e per questo motivo oggi gli imprenditori si stanno attrezzando con l’innovazione per sopperire a tale problema. 

Per Condifesa servono figure cresciute in azienda che abbiano «respirato» il mondo agricolo. «In parte ci hanno “salvato” i lavoratori stranieri». Andrea Pegoraro presidente Coldiretti Portogruaro entra nello specifico: «mi confronto spesso con i colleghi del Sandonatese (Jesolano), Pramaggiore e territori confinanti. Si fatica a trovare persone in grado di eseguire i trattamenti preventivi sulle piante e le lavorazioni filari». Va meglio a Franco Passador direttore generale di Vivo Cantine viticoltori del Veneto orientale: «non si trova su due piedi la manodopera altamente specializzata. Per ora non abbiamo questo problema e da noi nel periodo della vendemmia abbiamo la disponibilità di studenti universitari». In media lo stipendio va dai 1200 ai 1600 euro (dipende dalla grandezza dell’impresa). Umberto Bigai (Tenimenti Bigai) dal 1587 (ma sicuramente attiva già prima) produttore di vini a Barco di Pravisdomini e con vigneti ad Annone Veneto, afferma: «non ho dubbi, in quasi 500 anni di lavoro la figura del cantiniere è stata centrale. Condivido questo allarme e dobbiamo fare squadra assieme con i colleghi del Sandonatese-Portogruarese anche per quanto riguarda la formazione dei giovani».

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