Scendono gli infortuni sul lavoro, ma aumentano quelli mortali

Nei primi otto mesi di quest’anno gli infortuni sul lavoro in provincia di Venezia sono diminuiti del 32,4 per cento, complice il lockdown. I dati della CGIA di Mestre

Nei primi otto mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, gli infortuni sul lavoro in provincia di Venezia sono diminuiti del 32,4 per cento.

I dati

Ad aver dato un forte contribuito a questa riduzione,  sicuramente vi è stato il lockdown della primavera scorsa, che ha indotto molte imprese, anche nel nostro territorio,  a chiudere l’attività per 3 mesi. A dirlo è la CGIA di Mestre. Per contro, invece, è in leggero aumento il numero delle cosiddette “morti bianche”. Sempre nel periodo gennaio-agosto 2020, i morti sul lavoro in provincia di Venezia sono stati 9, contro i 7 registrati l’anno scorso. Tornando agli infortuni, nel giro di un anno sono scesi da 8.512 a 5.755 (-32,4 per cento): un forte contributo a questa riduzione è stato dovuto al calo di quelli in itinere.

L'iniziativa

«Per sensibilizzare ulteriormente gli imprenditori  su questo tema – afferma l’ingegnere Silvia Fratter dell’Ufficio Ambiente e sicurezza - la CGIA ha avviato in questi giorni una serie di incontri del tutto gratuiti per le aziende. I percorsi formativi abbracciano i temi della prevenzione e del controllo dei luoghi di lavoro. Un focus particolare, inoltre, viene riservato sia alla prevenzione del rischio chimico e cancerogeno nei processi di lavoro che all’utilità dei sistemi di gestione della sicurezza». Dalla CGIA ricordano che questa iniziativa, totalmente gratuita per le aziende, è il frutto di un protocollo di intesa siglato a livello provinciale tra l’ULSS 3, il Cobis  (Comitato paritetico bilaterale regionale per la sicurezza) e il CPR (Comitato Paritetico Regionale per la sicurezza in edilizia) con il supporto delle Associazioni datoriali. «La specificità di questa iniziativa – conclude la Fratter – consiste nel fatto che la parte didattica è curata dai tecnici dello SPISAL oltre che da docenti qualificati dell’Università di Ca’ Foscari che consente alle aziende partecipanti di interfacciarsi direttamente con gli ispettori, per un reciproco confronto ed una vicendevole conoscenza».

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