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Kurdistan, opportunità di lavoro per le aziende della Riviera del Brenta

Gli investimenti interessano opere pubbliche: ospedali, scuole, università, strade, urbanizzazioni di aree destinate all'edilizia privata. I lotti dei lavori sono pacchetti (tender) da taglio minimo di 50 milioni di dollari

Un incontro rivolto alle imprese della Riviera del Brenta per illustrare le opportunità di lavoro e di commesse e affari nel Kurdistan iracheno. Questo il senso dell’appuntamento che si è tenuto nella sala polivalente dell’Associazione Artigiani in Via Brentabassa, 34 a Dolo. L’obiettivo è di illustrare il progetto, verificarne le condizioni di fattibilità, ragionare sugli aspetti tecnici e legali, non escludendo una possibile missione sul posto.

“Grazie all’intraprendenza del nostro associato Marino Callegaro titolare dell’azienda CMI – spiegano il segretario dell’Associazione Franco Scantamburlo e il responsabile dell’area sindacale Diego Favaro – abbiamo incrociato questa opportunità che interessa i settori della filiera edile e dei servizi; impianti termoidraulici civili e industriali, carpenteria, opere di urbanizzazione, serramentisti, elettricisti ecc. In pratica gli investimenti interessano opere pubbliche; ospedali, scuole, università, strade, urbanizzazioni di aree destinate all’edilizia privata. I lotti dei lavori sono pacchetti (tender) da taglio minimo di 50 milioni di dollari. Il progetto riguarda l’area geografica del Kurdistan Iracheno, zona con un buono stato di sicurezza interna e di massiccio sviluppo socio economico. Sviluppo favorito dalle ingenti risorse (17% del ricavato dallo sfruttamento delle materie prime – petrolio – oro – minerarie – ecc…) destinate al governo autonomo del Kurdistan dopo il riconoscimento della autonomia amministrativa”.


Marino Callegaro è rientrato in Italia dal suo ultimo viaggio e ha illustrato la situazione, sottolineando che i tempi sono maturi per una prima esperienza delle aziende della Riviera. “Come associazione – continua Favaro – siamo al lavoro per costruire un team di imprese che potrebbero essere interessate a partecipare al progetto che offre grandi possibilità di lavoro”. Il progetto di lavoro in Kurdistan fa parte di una strategia precisa dell’associazione di affrontare la crisi. “Da tempo – conclude Scantamburlo- abbiamo predisposto e attivato uno sportello estero il cui scopo è di aiutare ed accompagnare le imprese interessate ad espandere la loro attività su nuovi mercati. Lo scorso autunno abbiamo accompagnato una delegazione d’imprese artigiane a Dallas negli Stati Uniti, con un riscontro positivo per la maggior parte dei partecipanti, al punto che il presidente della camera di Commercio Italo americana di Chicago, sarà presente da noi tra qualche giorno per un incontro di presentazione del prossimo evento fieristico. Ma non ci limitiamo ai settori classici come, tessile – abbigliamento – calzature, che nell’export trovano un importante sbocco produttivo e di mercati; abbiamo allargato lo sguardo. In giro per il mondo vi sono paesi che, per diverse ragioni, stanno progettando una importantissima mole di investimenti pubblici nel campo delle infrastrutture e dei servizi“.

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