Economia Tessera / Viale Galileo Galilei, 30/1

La polemica decolla: "Tariffe Save troppo alte", Marchi: "Accuse ridicole"

Ad accendere la miccia il Umberto Solimeno, presidente dell'Ibar, l'associazione dei vettori aerei presenti in Italia (compresa Alitalia): "Si tratta di incrementi eccessivi e ingiustificati"

L'aeroporto Marco Polo di Venezia

Chi dice che sono "eccessivi" e chi invece "giustificati". La guerra delle tariffe aeroportuali si combatte sull'asse Roma - Venezia. E la discussione "decolla". Ad aprire le danze stamattina è Umberto Solimeno, presidente dell'Ibar, l'associazione dei vettori aerei presenti in Italia (compresa Alitalia): "A nome dell'associazione dei vettori aerei presenti in Italia che rappresento e in qualità di presidente, non si contesta il diritto da parte degli aeroporti di avvalersi di contratti di programma, bensì le misure e i valori contenuti in quelli di Adr e Save che non sono accettabili, perché gli incrementi tariffari sono eccessivi e ingiustificati, in quanto in alcuni casi sono superiori al 70% di incremento", ha affermato Solimeno. Nel mirino delle compagnie aeree finisce quindi l'accordo di programma stipulato da Save, con presidente Enrico Marchi, con l'Enac. "Noi vettori che ci ispiriamo al diritto alla mobilità del singolo cittadino - aggiunge -, crediamo che questi incrementi così alti siano lesivi dello stesso e ne limitano in ogni caso fortemente le aspirazioni, in un momento storico di forte recessione economica e di crisi finanziaria".

Accuse rispedite subito al mittente da Enrico Marchi, che commenta in questo modo la dichiarazione: "Se non la ritenessi ridicola la considererei offensiva, ma ritengo sia solo ridicola". Il numero di uno di Save ha continuato: ""Dire che un aumento di meno di tre euro dopo 12 anni di prezzi calanti è prima di tutto una offesa al buon senso", indicando a titolo di esempio l'incidenza percentuale che possono avere meno di 3 euro rispetto a biglietti che ne costano mille. Ibar - ha continuato - farebbe bene a fare un salto di qualità, dimostrare maturità e comprendere che l'Italia non può continuare a regalare soldi alle compagnie straniere come ha fatto in questi anni. Già abbiamo dato un bell'obolo, si accontentassero".

Marchi, a sostegno dell'indicazione che bisogna "riconoscere le legittime aspettative degli aeroporti", ha infine ricordato una lettera aperta inviata qualche mese fa dal direttore dell'associazione europea degli aeroporti al presidente del consiglio in cui si evidenziava che l'Italia è un caso unico per le tariffe troppo basse e ferme da anni con il conseguente rischio per lo sviluppo dell'intero sistema. "Le tariffe italiane - ha concluso - rimangono comunque più basse rispetto alla media europea". (Ansa)

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