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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

La politica di Cai al Marco Polo finisce nel mirino della Cgil: "Una vergogna"

Umberto Tronchin, segretario Filt Cgil, critica i piani della compagnia aerea: "Competere con le low cost significa tagliare senza arrivare a formule remunerative. Ne fa le spese il personale"

"Una vera vergogna". Questo il commento di Umberto Tronchin, segretario generale Filt Cgil, sulla situazione che sarebbero costretti a sopportare i dipendenti della compagnia aerea Cai (ex Alitalia) a Venezia. Nel mirino del dirigente sindacale finisce la politica di sviluppo "lagunare" della compagnia aerea di bandiera, tacciata di "ridurre l'offerta, trasferire il personale, trasformarsi in low cost, togliere gli aeromobili posizionali al Marco Polo e togliere la possibilità di usufruire delle scorte d'acqua al personale in servizio".

Un piano di sviluppo che andrebbe riformulato in termini diversi secondo Tronchin: "L'aeroporto Marco Polo sarebbe dovuto divenire 'terra di conquista' preziosa per una compagnia aerea ambiziosa come si proponeva la nuova Cai, essendo tra l'altro libera dai tanti debiti della vecchia gestione - spiega il sindacalista - Invece si depotenzia. Mettendo in esercizio aerei più piccoli si riduce brutalmente l’offerta di posti. I nuovi servizi low cost, anche perché non opportunamente pubblicizzati e in competizione con altre compagnie, non sono assolutamente remunerativi e per risparmiare come sempre avviene, si taglia sul personale, costringendolo a un'assurda spola sullo scalo di Roma con il costo di vitto e alloggio a carico dei lavoratori e, nel frattempo, i servizi Cai sulla tratta Venezia-Roma prevedono le soste del personale di quello scalo a Venezia, con il pagamento dei costi di vitto e alloggio a carico della compagnia. Ai lavoratori trasferiti sul sistema low cost - conclude Tronchim - si applica un contratto, non sottoscritto dalla Cgil, con condizioni di lavoro e di salario assurde".


Infine una frecciata riguardo l'iniziativa di Save di lanciare degli slogan contro la burocrazia italiana dalle pareti dell'aeroporto, per sottolineare il ritardo decennale nella firma del contratto di programma: "Ci sembra vergognoso - commenta il dirigente sindacale - che vengano appesi strumentali cartelloni contro le istituzioni di questo Paese, che tra i tanti torti che hanno c’è anche quello di aver posto al comando di queste società personaggi che usano i soldi e le infrastrutture pubbliche per realizzare interessi personali".

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