Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Distante il ritorno delle crociere in Marittima, senza alternative: l'appello del porto

Il comitato: «La politica prepari la ripresa. Quando tutto potrà ripartire Venezia rischia di rimanere tagliata fuori»

Crocieristica, terminal Venezia

La Marittima per i lavoratori delle crociere a Venezia rimane essenziale, «perché un'alternativa al momento non c'è», gli studi e le valutazioni su approdi diversi non hanno ancora portato la politica a individuare un'alternativa e la preoccupazione di tutti gli operatori e i settori che ruotano attorno al comparto è sempre più forte. Dai portabagagli ai trasportatori, dalle hostess ai taxi. Il Covid allontana le grandi questioni, ma «senza una programmazione certa per imboccare la via della ripresa, quando la pandemia si sarà allentata, si rischia che Venezia resti esclusa dalla crocieristica». Questo temono dal comitato Venezia Lavora che è tornata a esprimersi.

Gli escavi lungo il canale del Petroli non comprendono il Vittorio Emanuele, quindi le navi passeggeri ancora non hanno una destinazione certa, dal momento che non sono iniziati i carotaggi. «Prepararsi al ritorno delle crociere dovrebbe significare fare ciò che serve ora, per la prossima primavera. Perché i carotaggi del Vittorio Emanuele sono fermi?» Il Comitato Venezia Lavora rileva, «con profonda preoccupazione il perseverare dell’immobilismo della politica che mette in discussione l'essenzialità del terminal di Marittima, senza che sia stata identificata una valida alternativa. Le società armatrici stanno organizzando la ripresa delle crociere nel Mediterraneo e per il mondo, ma Venezia non risulta meta assegnata neppure per le mini-crociere e la politica non si esprime in tal senso».

Il comitato parla di un miliardo di euro di mancati introiti, per il 2020, per l'assenza dei croceristi distribuiti nelle varie destinazioni nazionali (per mancate escursioni, i pernottamenti, gli acquisti, le spese accessorie, ecc. ); e ben il 99,8% di minori incassi per le attività economiche della Regione del Veneto connesse al comparto. «Per quanto precede, Venezia non può permettersi di continuare a temporeggiare subendo danni di tale entità. Tutti i lavoratori coinvolti nel comparto, siano essi portuali che della città storica, che dell’entroterra che del territorio regionale, ribadiscono la necessità che l’attività croceristica riprenda quanto prima, seppure in via transitoria nelle more di preparazione di siti alternativi, e non chiedono alcun tipo di assistenzialismo ma solamente di ricevere un programma certo di ripresa del proprio lavoro e del mantenimento della propria dignità. Le istituzioni non tradiscano di nuovo i lavoratori, si realizzi una soluzione definitiva per rilanciare l’industria crocieristica nel rispetto dell’ambiente e della storia di Venezia».

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