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Stipendi veneziani, chi guadagna di più? Parla la Camera di commercio

In un convegno su giovani e Pmi l'ente provinciale ha voluto illustrare l'analisi stilata nel corso del 2013 su retribuzioni e aumenti salariali

Gli stipendi in provincia restano più elevati rispetto al Veneto e all’Italia, ma il loro aumento risulta sempre più contenuto, anche a paragone della dinamica regionale e nazionale, e ben al di sotto dell’incremento dei prezzi al consumo, con conseguente perdita del potere d’acquisto delle famiglie veneziane. È il dato di partenza del “Rapporto 2014 su lavoro e retribuzioni in provincia di Venezia”, promosso dalla Camera di Commercio di Venezia, realizzato da Od&m Consulting, società di consulenza specializzata nelle indagini retributive, e da Manager – Società Ricerche Direzionali di Bologna, giunto alla sesta edizione e relativo all’anno 2013. I risultati di questa indagine preziosa, non esistendo analoghi strumenti a livello provinciale, vengono presentati nel corso del convegno del 17 giugno 2014 dal titolo “Oltre la crisi: le opportunità per i giovani e il sostegno alle Pmi”, annuale appuntamento organizzato dall’Ente camerale, questa volta al centro culturale Candiani di Mestre.

SETTORE CRITICO - Il mercato del lavoro si conferma una delle maggiori criticità per l’economia provinciale. Solo per citare un paio di dati, se nel 2013 il tasso di disoccupazione è risultato dell’8,6%, in lieve calo rispetto all’8,8% del 2012 (ma nel 2008 era al 3,56%), la percentuale di under 30 alla ricerca di un’occupazione anche nel Veneziano ha raggiunto la quota record del 25%, con punte del 33,6% e 37,2% per il tasso di disoccupazione maschile e femminile tra i giovani tra 15 e 24 anni. Secondo i dati di Veneto Lavoro, inoltre, in questo inizio di 2014 l’industria in Veneto ha ripreso ad assumere: nel primo trimestre il saldo tra assunzioni e cessazioni è di 33.100 unità.

COSA FUNZIONA - A livello settoriale, i Servizi presentano retribuzioni medie (28.680 euro) più elevate dell’Industria (27.500) e dell’Agricoltura (20.200): gli addetti del comparto agricolo nel Veneziano guadagnano mediamente di meno dei colleghi veneti e italiani, e nel 2013 le loro retribuzioni sono stazionarie rispetto all’anno precedente (+0,1%), mentre i dipendenti di aziende industriali e del terziario percepiscono più a Venezia che nel resto del Veneto e del Paese e i loro stipendi sono aumentati, rispettivamente, del +0,9% e +0,7% sul 2012. Tra i vari comparti, poi, vi sono notevoli differenze retributive: escludendo l’agricoltura, le retribuzioni medie sono comprese tra i 21.940 euro delle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature e i 44.800 euro del settore creditizio-assicurativo, più del doppio.

OPERAI E DIRIGENTI - Altro aspetto fondamentale è la qualifica: l’appartenenza a un inquadramento specifico determina una netta differenziazione retributiva. La retribuzione media dei dipendenti in provincia è collocata in un range tra i 23.510 euro lordi annui percepiti dagli Operai e gli 86.100 guadagnati in media dai Dirigenti, 3,7 volte di più. Va sottolineato come, a confronto con le retribuzioni medie nazionali, quella media veneziana sia sensibilmente più bassa sia per i Dirigenti (-17,3%), sia per i Quadri (-4,5%), sia per gli Impiegati (-3,1%): solo gli operai veneziani percepiscono un po’ di più rispetto ai colleghi italiani (+1,2%).

STUDIARE RIPAGA - Quanto al livello d’istruzione, la retribuzione più bassa in assoluto è quella riferita alla laurea di primo livello, con titolo triennale, 22.800 euro, anche se nel 2013 è aumentata del +3,1% sul 2012, la percentuale di crescita più alta tra i titoli di studio. La retribuzione più elevata, invece, 44.050 euro, resta quella dei laureati quinquennali e con specializzazione, che tuttavia lo scorso anno è aumentata solo del +0,4% rispetto al 2012. Anche chi è in possesso della qualifica professionale percepisce in media retribuzioni modeste (24.150 euro, +1,6% sul 2012) e per di più inferiori a chi possiede il solo diploma di scuola dell’obbligo (24.270 euro, +0,7% rispetto al 2012). Più “premianti” sono, invece, i diplomi di scuola media superiore (30.080 euro, +0,8%).

PIÙ GRANDE È MEGLIO - Passando alla dimensione aziendale, viene confermato che le retribuzioni medie dei dipendenti in provincia crescono in rapporto al numero di occupati nell’azienda: nel 2013, 25.670 euro per chi lavora nelle piccole imprese con meno di 50 dipendenti, 30.950 euro nelle medie aziende (50-249 addetti), 35.640 euro nelle imprese di grandi dimensioni con almeno 250 occupati. Un gap superiore a quello veneto e nazionale e che, dal 2003, è lievitato di quasi 22 punti: in 11 anni la forbice tra quanto viene percepito da chi lavora in una grande azienda e chi in una piccola impresa è passata dal 17,4% al 38,8%, anche se nel 2013 il differenziale non si è allargato date le variazioni analoghe tra le retribuzioni nelle piccole (+0,7%) e grandi imprese (+0,6%).

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