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Artigiani: "Serve sportello contro il lavoro nero anche a Venezia"

L'inziaitiva, voluta in terraferma, è richiesta anche dalla Confartigianato di Venezia che invita il sindaco a un incontro per settembre: "L'idea di Mestre sarebe utile nel capoluogo lagunare, qui situazione peggiore"

Parrucchieri, estetisti ma anche falegnami, vetrai o dipintori. Il lavoro nero dilaga anche a Venezia e la situazione negli ultimi anni sembra aver preso davvero una brutta piega tanto che i tempi sono maturi per uno sportello comune contro l'abusivismo.

A dirlo Confartigianato Venezia: "Nel capoluogo lagunare il fenomeno del lavoro abusivo è più grave che in terraferma ed  è eccellente l'idea degli artigiani di Mestre di realizzare uno sportello contro l'abusivismo in collaborazione con il Comune. Noi- ricorda Gianni De Checchi, Segretario della Confartigianato di Venezia, consorella per il Centro Storico e le isole della CGIA - ci abbiamo provato all'inizio degli anni '90, ma con scarsi risultati. Forse i tempi non erano maturi. All'epoca furono riscontrati tre problemi - prosegue il Segretario - il primo: la scarsa propensione alla denuncia da parte degli artigiani, ma anche dei semplici cittadini. Il secondo: la mancata collaborazione da parte degli Enti, Comune in testa che con i vigili può fare molto, ma anche Finanza, Ispettorato del lavoro e INPS. A questo si aggiunge il fatto che essendo molti abusivi operanti in casa, come per esempio sarti ed estetiste, pesassero difficoltà di ordine normativo e logistiche per la conformazione della città e la difficoltà di effettuare controlli a tappeto. La storia però è sempre la stessa -  aggiunge De Checchi- è molto più facile colpire il cantiere in regola e visibile solo perchè ha una virgola fuori posto!" .

Oggi per la Confartigianato di San Lio i tempi sono diversi, i fatturati di  certi settori si sono contratti anche del 27/28 per cento e l'abusivismo è ancora una piaga, punto centrale nei colloqui dell'associazione con i candidati a sindaco.
Secondo Gilberto Dal Corso, Presidente di  Confartigianato  di  Venezia "i  settori più colpiti, oltre a  quelli  citati  sono  quelli dell'acconciatura/estetica, la sartoria ma anche il vetro, i dipintori e le piccole opere di ristrutturazione  per  privati. Alla faccia delle norme sulla sicurezza e igiene a cui devono sottostare gli altri con costi enormi".
"Oggi il lavoro manca - riprende De Checchi- e le aziende fanno molta più difficoltà a pagare gli stipendi a fine mese".

E a Venezia il fenomeno è  più grave che a Mestre, non tanto in termini numerici, quanto organizzativi. Generalmente le imprese veneziane sono organizzate per lavorare solo a Venezia ed è quasi impossibile per loro uscire, a differenza di chi opera in terraferma e riesce a raggiungere la laguna. "Pensiamo agli edili o ai falegnami veneziani - aggiunge il segretario - ma anche ai trasportatori, settore tra i più colpiti. Il contrario invece è possibile eccome!" .
"Quindi ben venga un protocollo d'intesa con il Comune intanto, noi siamo a disposizione- conclude De Checchi - chiedo al Sindaco Brugnaro e all'Assessore Pavan di chiamarci ai primi di Settembre per allargare il progetto anche a Venezia. Nessuno deve pensare che a Venezia le imprese non abbiamo gli stessi identici problemi della terraferma, semplicemente perché la città è subissata da un turismo mordi e fuggi che la sta asfissiando. Qui chi fa impresa ha le stesse caratteristiche e soffre degli stessi problemi se pur con qualche specificità. Siamo convinti che la lotta seria all'abusivismo sia un altro punto concreto che questa giunta può realizzare entro Natale. Noi siamo pronti!".

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