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Venezia del lusso contro il limite ai contanti: "Gli stranieri se ne vanno"

Il presidente di Federmoda Giannino Gabriel: "Una volta che scoprono la norma dei mille euro lasciavano la merce sul banco". Inserito un emendamento ad hoc nel decreto semplificazioni

Il decreto "Salva Italia" ha introdotto da dicembre il divieto di pagamenti in contante in misura pari o superiore a mille euro. Giannino Gabriel, presidente di Federmoda Venezia, rileva come "nella città lagunare, in particolare nei negozi di griffe del centro storico, ma anche in altri centri turistici della provincia, questo divieto avesse comportato che i turisti più benestanti (russi e giapponesi) lasciassero la merce sul bancone, una volta che scoprivano l'obbligo di tracciabilità di pagamento con carta o bancomat per i capi superiori a mille euro".

"E questa tendenza - sottolinea - si rifletteva purtroppo subito oltre confine, dove russi e giapponesi potevano spendere senza problemi e dove infatti le grandi Griffe avevano da subito registrato vendite superiori al solito, non essendovi questo limite nei pagamenti in contante".


"Su sollecitazione di Venezia a Federmoda Nazionale - prosegue Gabriel - Confcommercio ha presentato con successo un emendamento al decreto legge sulle semplificazioni fiscali, approvato dal Consiglio dei ministri. Grazie all'accoglimento di tale emendamento, gli stranieri extra Ue non residenti nel territorio italiano sono ora esentati dal limite introdotto dal decreto Salva Italia e potranno tranquillamente effettuate i loro acquisti in contante per cifre superiori a mille euro".

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