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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Ma quale turista "mordi e fuggi", due studi stravolgono lo scenario

"L'Annuario turismo 2012" e il "Visitor Survey 2012" sono stati presentati mercoledì al convegno "Turista chi sei?". Sfatati alcuni luoghi comuni

Per sviluppare efficaci politiche per il turismo, oggi più che mai è necessario capire le caratteristiche dei milioni di turisti che si muovo attorno al pianeta. Ne è consapevole il Comune, che, negli ultimi anni, ha deciso di puntare sull’analisi quantitativa dei dati statistici relativi al turismo, e di finanziare, assieme alla Camera di Commercio di Venezia, uno studio qualitativo, che traccia il profilo del visitatore del centro storico. “L’Annuario turismo 2012”, realizzato per il secondo anno consecutivo dall’Assessorato comunale al Turismo, e il “Visitor Survey 2012”, condotto invece dal Dipartimento di Economia dell’Università di Ca’ Foscari, sono stati presentati oggi al convegno “Turista chi sei”, che è stato organizzato, sempre dall’assessorato, all’Istituto tecnico per il Turismo Gritti di Mestre e a cui sono intervenuti, fra gli altri, l’assessore comunale Roberto Panciera, il direttore della Camera di Commercio, Roberto Crosta, e il docente di Economia del Turismo di Ca’ Foscari, Jan van der Borg.

Dai due lavori di ricerca, complementari fra loro, sono emersi dati interessanti, che sfatano alcuni “miti negativi” legati al turismo in generale e a quello a Venezia in particolare. “Da un punto di vista prettamente economico – ha spiegato in merito Panciera – dal comparto del turismo emergono dati confortanti: se il Pil italiano nel 2012 ha registrato un –2,2%, il settore ha perso solo l’1%, dimostrando di saper tenere molto meglio di altri. Il turismo – ha poi aggiunto l’assessore rivolgendosi ai giovani in sala – è dunque una certezza, bisogna però puntare sulla qualità, sia nell’offerta che nella formazione. La competizione nel prossimo futuro si baserà sempre più su questi elementi e non su una forsennata corsa alla riduzione dei prezzi, che strozza le aziende. La politica che l’amministrazione comunale ha scelto di seguire, punta dunque sulla qualità e sulla sostenibilità, rifiutando però forme di limitazione degli accessi in centro storico”.

Se uno degli aspetti più interessanti messi in evidenza dall’annuario turismo - nella nuova sezione dedicata ai “numeri della cultura” - è che i picchi di fruizione dell’offerta culturale non coincidono con la stagionalità turistica (i primi si concentrano in primavera e autunno, la seconda raggiunge il top nei mesi di luglio e agosto), dato essenziale, questo, per ragionare sulla calendarizzazione anticipata degli eventi e sulla destagionalizzazione, il Survey di Ca’ Foscari dimostra che alcuni assunti sul turismo a Venezia vanno assolutamente stravolti. Il flusso degli escursionisti, ad esempio, sta perdendo importanza rispetto al turismo pernottante; la spesa media di chi visita il centro storico non è crollata come ci si aspettava, ma al contrario, appare consolidata; anche l’escursionista giornaliero fruisce consistentemente dell’offerta culturale della città e sono in calo i numeri di quanti consumano semplicemente un pranzo al sacco; la permanenza reale in centro storico è infine maggiore delle medie matematiche: includendo anche i pernottamenti in appartamenti o semplicemente da amici e parenti supera le 4,4 notti contro le 2,2 dei dati forniti dall’Azienda di promozione turistica della Provincia di Venezia.

Dal convegno è emerso dunque che il turismo è una risorsa, che va ben gestita, ma di cui Venezia non può fare a meno, in primis perché il mondo di servizi che lo compone non è delocalizzabile e dunque crea importanti opportunità di lavoro in loco.

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