Lunedì, 17 Maggio 2021
Economia Marghera / Porto Marghera

Nuova alba per Porto Marghera? Le aree Syndial a Comune e Regione

Verrà costituita una Newco per attirare investitori e imprenditori con prezzi calmierati. Orsoni: "Lavoro straordinario, ora tocca a loro"

Un nuovo futuro per Porto Marghera o l'ennesimo annuncio di una resurrezione che per ora non è arrivata? Solo il tempo potrà dire chi avrà avuto ragione. Fatto sta che venerdì al capannone del Petrolchimico si respirava l'atmosfera delle grandi occasioni. Seduti l'uno accanto all'altro il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente del Veneto Luca Zaia e l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni. L'occasione la firma del preliminare di cessione delle aree Syndal a Regione e Comune. "In tutti questi anni - ha spiegato Scaroni - mentre le multinazionali facevano le valige, anche spaventate da certi discorsi politici, noi siamo rimasti e abbiamo continuato a lavorare. A fronte di un consumo di carburanti sceso del 25% dal 2008 a oggi abbiamo pensato di trasformare la nostra piccola e poco efficiente raffineria in un'azienda specializzata nella produzione di biocarburante. Un'investimento da 200 milioni di euro. Cominceremo - ha proseguito - con olio di palma importato quindi con altri grassi sino a produrre 500mila tonnellate di biocarburante, non porteremo più greggio in laguna ma l'impianto convertito ci permetterà di produrre materiali per biomedica, biodetergenti, ad alto reddito". A Porto Marghera, l'Eni per produrre biocarburanti utilizzerà anche gli oli esausti utilizzati dalla catena McDonald's per friggere le patatine.  ha poi confermato l'importanza del Petrolchimico nell'economia Eni: "per noi è fondamentale - ha precisato - perché possiamo alimentare gli impianti che portano etilene negli stabilimenti di Mantova, Ferrara e Ravenna".

Il preliminare di compravendita è finalizzato a mettere a disposizione di nuovi investitori le aree industriali di proprietà Syndial (circa 110 ettari), mediante la costituzione di una Newco. Lo Schema di contratto prevede l’impegno da parte di Regione e Comune all’acquisto di aree di cui Syndial è attualmente proprietaria in Porto Marghera, per un’estensione totale di circa 1.073.358 di metri quadrati. Le prossime iniziative, quindi, saranno di costituire la Newco, pervenire al rogito ed emanare un bando europeo per l’assegnazione delle aree ai soggetti interessati. Lo scopo che la Regione e il Comune di Venezia si prefiggono è di mettere a disposizione aree a prezzi calmierati, bonificate (o dove le bonifiche saranno attuate dai nuovi acquirenti utilizzando le somme messe a disposizione da Syndial), dotate di tutte le infrastrutture necessarie per il loro riutilizzo (strade, ferrovie, porto, impianti per la gestione delle bonifiche) per l’insediamento, in tempi rapidi, di nuove attività produttive, rilanciando e qualificando il ruolo industriale strategico di Porto Marghera. Ora, lo ha sottolineato anche il primo cittadino, tocca agli imprenditori fare il prossimo passo.

IL SINDACO ORSONI - “Con questa firma si sintetizza un lavoro straordinario, dove Comune, Regione e Syndial si sono messe insieme per raggiungere un obiettivo alto e da tutti condiviso: il recupero e la ripresa delle attività industriali di Porto Marghera - ha commentato il sindaco Giorgio Orsoni - Un accordo storico, che crea le condizioni per la reindustrializzazione di aree dismesse e il rilancio del sito veneziano. Fra le strutture che vengono cedute con questo accordo – ha detto ancora - c’è anche questo capannone. Credo che dovremo impegnarci affinchè questo capannone continui ad essere simbolo del mondo del lavoro".

IL PRESIDENTE ZAIA - “Restituiamo da subito 50 ettari in un’area strategica ed attrezzata a una nuova economia manifatturiera, che sembrava perduta e che sta invece già dimostrando un grande interesse per questa possibilità - ha commentato il presidente Zaia - Ciò grazie a un lavoro di squadra che ha visto la piena collaborazione di tutte le parti coinvolte. Quando cominciai il mio mandato e parlai con Clini, poi diventato ministro – ha aggiunto il governatore – tutto questo sembrava quasi una utopia, di certo era un’enorme sfida. L’abbiamo vinta, ci siamo riusciti grazie a Clini, grazie all’Eni, al sindaco della città lagunare, alla Syndial. Tutto questo lo devo anche al grande lavoro portato avanti dall’assessore regionale e dal nostro dirigente, che hanno operato senza risparmiarsi per arrivare al risultato”. Oltre ai 50 ettari già “pronti” e operativi, il preliminare riguarda anche un altro lotto di circa 60 ettari, dove è realizzata o è in corso la messa in sicurezza permanente.

IL PORTO - Sulla scorta della firma di venerdì pomeriggio, ha preso posizione anche l'autorità portuale, secondo cui è arrivato il momento che "si avvii quel processo di revisione del Piano Regolatore Portuale il cui ambito territoriale si estende su tutta Marghera e che si dovrà costruire, in base alla legge, d’intesa con il Comune. Con i nuovi attori e le procedure semplificate oggi disponibili è possibile prefigurare i nuovi contenuti dello sviluppo portuale industriale di Marghera in un quadro post Mose fondato sul porto off-shore, sul nuovo terminal delle autostrade del mare di Fusina, sulla rivitalizzazione del “punto franco”.

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