Il coronavirus ricompatta le Partite Iva. «Affrontare subito la questione affitti»

Lettera al sindaco di professionisti, commercianti e artigiani della città: «Serve un confronto immediato per estendere a tutta la città le regole della zona rossa»

Artigiani a Venezia, archivio

Una lettera al sindaco per spiegare la difficile situazione economica legata al coronavirus, ma anche per chiedere di costruirne una diversa. L'emergenza sanitaria ricompatta le partite Iva veneziane: professionisti, commercianti e artigiani autonomi e indipendenti, che le difficoltà tornano a riavvicinare. Alle partite Iva sono stati destinati i sussidi governativi di 600 euro a marzo, che nel mese di aprile verranno portati a 800. Ma a Venezia centro storico si avvertono le difficoltà sempre più pesanti dell'isolamento.

«La gestione dei flussi turistici è stata improntata a una monocultura che, discutibile o meno, a fronte dell’acqua alta di novembre e il coronavirus attuale, ha esposto l’intera vita economica della città a una crisi senza precedenti», scrivono al primo cittadino Luigi Brugnaro. E si uniscono per individuare soluzioni che «richiedono un’azione immediata e concreta da parte delle istituzioni e del Comune. Siamo a chiederLe un incontro urgente, anche con modalità telematiche, per discutere le proposte che abbiamo elaborato».

Le proposte vanno dall'estendere a tutta la città le regole della zona rossa, a salvaguardia di particolari ambiti del centro storico di Venezia e di attività commerciali e artigianali, a convocare le associazioni dei proprietari immobiliari per una discussione sui canoni di affitto dei locali e delle aziende e trovare un accordo, necessario per la sopravvivenza del tessuto commerciale della città. «Formuleremo a regione e governo altre proposte». 

«Intendiamo promuovere il miglioramento della qualità dei servizi resi dalle istituzioni a partite Iva e cittadini, attraverso iniziative di coordinamento della pubblica opinione sui temi della vita economica. L’associazione partite Iva di Venezia non ha, e non potrà avere, finalità di lucro, né finalità elettorali o partitiche. Come prima iniziativa, dettata dall’emergenza economica, chiediamo soluzioni in riferimento alla “questione affitti” che sta provocando un vero e proprio terremoto nel tessuto socio-economico».

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