Perfosfati di Portogruaro, parte la bonifica dell'ex fabbrica

Gli interventi all'ex opificio di produzione e stoccaggio di concimi, annunciati domenica. Ecco le tappe del programma del risanamento. «Una volta riqualificata l'area è pronta a ripartire con il concorso di tutti»

Ex Perfosfati di Portogruaro

Inaugarato domenica l'inizio dei lavori di recupero all'ex Perfosfati di Portogruaro. «Sembra ancora di sentire la sirena che all'alba chiamava a raccolta gli operai del turno di lavoro, in via Cimetta, all'ex stabilimento di produzione di concimi chimici del centro cittadino. A breve inizieranno i lavori di recupero, riqualificazione e bonifica, annunciati dal Comune domenica 8 dicembre. «Una giornata storica che passerà alla memoria e che segna l'inizio di una nuova epoca per questo territorio», ha commentato il sindaco di Portogruaro, Maria Teresa Senatore.

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Il simbolo

«Questa fabbrica contiene una parte della storia economica, famigliare e della comunità di Portogruaro. È il simbolo del duro lavoro di fabbrica dove per generazioni le famiglie hanno trovato il loro sostentamento. È un segno indelebile, vivo. Era impensabile radere al suolo un punto di riferimento tanto importante per una Portogruaro che doveva vivere. Rivitalizziamola, facciamoci avanti, se qualcuno ha interesse, ma recuperiamo lo stabile, perché solo dalla rinascita si può ripartire», dice Alessandra Zanutto, capogruppo Lega Nord in Consiglio comunale. 

Il percorso di recupero dell'ex fabbrica

Circa 96 mila metri quadrati di area, una superficie coperta di 7 mila e 400 metri quadrati. Il capannone Perfosfati, realizzato a metà anni '50 per la lavorazione della pirite e la produzione di concimi, è un capanno a due campate con una struttura in calcestruzzo armato, produttivamente rimasta attiva fino agli inizi degli anni '90. Nel 1996 tutta l'area è stata acquistata dal Comune e inserita nel piano regionale per la bonifica delle aree inquinate. Alcuni interventi sono stati eseguiti, con una bonifica di circa il 60% delle aree. Rimanevano da risanare circa 37 mila metri quadrati: il terreno del capannone e l'area a sud dello stesso. L'amministrazione Senatore si impegnata a portare a termine la sistemazione della zona, al fine di poter riutilizzare la struttura ed evitarne l'abbattimento, che avrebbe comportato la perdita di un simbolo storico della città. Linea totalmente confermata dal parere vincolante della Soprintendenza che ha fissato le linee del recupero con una autorizzazione del 14 maggio 2018.

I lavori

A questo punto, l'amministrazione Senatore, attraverso la partecipazione al Bando Periferie, nell'ambito della Città Metropolitana di Venezia amministrata dal sindaco Luigi Brugnaro, vincendo, ha beneficiato di un finanziamento pubblico, di copertura del totale della spesa necessaria, pari a 4 milioni e 890 mila euro, per la riqualificazione. L'esecuzione dei lavori è andata alla ditta AhRCOS di Bologna con asta pubblica. La direzione affidata alla Politecnica Srl di Modena e alla Cooprogetti di Pordenone. Il 6 dicembre le aree sono state consegnate alla società per l'inizio ufficiale degli interventi. L'8 dicembre l'amministrazione comunale ha annunciato pubblicamente la partenza dei lavori, e il sindaco ha parlato di un concorso di idee aprendosi alle proposte e ai contributi che arriveranno da associazioni, scuole, cittadini o privati. «Si inizierà con un lavoro di pulizia delle aree interna ed esterna - spiega il direttore responsabile dei lavori, Matteo Bordugo - ci sarà poi la rimozione delle carpenterie metalliche, la sistemazione della copertura del tetto e il rispristino delle opere in calcestruzzo, nelle parti ammalorate. La durata dei lavori è di anno circa, ci sarà anche la bonifica dell’area per evitare la dispersione di pirite che ha contaminato la struttura, degradata specie per via dei fumi dalle esalazioni dei concimi stoccati all’interno. Abbiamo il compito - conclude - di sistemare il malato, consolidarlo e renderlo fruibile».

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