Economia Marghera / Porto Marghera

Comune, sopralluogo al Petrolchimico: "Eni ci venderà i terreni, qui attività eterogenee"

Venerdì sindaco Brugnaro e dirigenti delle partecipate nelle aree Syndial. Si lavora per agevolare lo "sbarco" di nuovi possibili investitori tra terziario, aeronautica, industria

Una partita complessa, che coinvolge diversi enti, ma cruciale per il futuro di Porto Marghera. Venerdì mattina il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, assieme ad altri dirigenti comunali e delle partecipate, ha visitato le aree Syndial di proprietà di Eni che potrebbero diventare protagoniste di una partita di scambio con il Comune, dentro e fuori al Petrolchimico: "Stiamo lavorando perché i terreni possano essere ceduti a noi affinché poi ci possa essere un trasferimento a nuovi investitori - ha spiegato il primo cittadino - Faremo dei bandi per riassegnarle ai nuovi investitori e più precisa sarà l'analisi delle compatibilità rispetto al sito industriale, più avremo un progetto funzionale".

107 ettari per nuovi investimenti

Il "match" si gioca su un'area di 107 ettari dalle caratteristiche eterogenee: "Ci sono zone interne al Petrolchimico dotate di sicurezza interna e servizi particolari, per esempio, ce ne sono altre che invece hanno accessi esterni indipendenti e che si prestano a utilizzi moto interessanti - ha puntualizzato il titolare di Ca' Farsetti - Più riusciremo a fare un'analisi precisa anche a livello funzionale e meglio potremo mettere a punto i bandi pubblici di vendita". In questo senso di recente a Porto Marghera sono stati portati anche i dirigenti di SuperJet per il progetto di un polo aeronautico in cui progettare e costruire i loro velivoli: "Si sono dimostrati interessati", ha affermato il primo cittadino. Ma è solo una delle possibili "new entry" del sito industriale, che nei prossimi anni potrebbe vedere arrivare navi da crociera, bio raffinerie "2.0", industria aeronautica, terziario avanzato. Per questo un piano di "zonizzazione" diventa fondamentale, per far sì che i diversi traffici non si pestino i piedi l'uno sull'altro. 

"Passaggio delle aree prima possibile"

Il tempo, però, è tiranno. Perché uno dei nodi principali da sciogliere è quello delle bonifiche dei terreni che Eni sta effettuando i cui costi si "scaricheranno" sul Comune. Se ne esce tramite una possibile intesa con il ministero dell'Ambiente e il ministero dello Sviluppo economico (oltre che la Regione), ma la legislatura sta volgendo al termine. In più ci sono ancora i nodi Grandi Navi e interramento del progetto di Terna da sciogliere: "Io sono fiducioso - puntualizza però Brugnaro - vedo tanta voglia di farcela. A livello immobiliare i terreni dovrebbero confluire in un'unica società che accorperà Insula, Ive, il comprensorio del Vega e l'Agenzia di sviluppo, in modo da poter contare su economie di scala". Lo scacchiere è stato modificato durante la visita, perché alcune aree vicino a via Fratelli Bandiera Eni preferirebbe tenerle per sé per un progetto di sviluppo fotovoltaico. "In ogni caso con loro stiamo velocizzando tutte le operazioni, perché è interesse comune arrivare a un accordo - conclude Brugnaro - L'importante è chiudere alcune partite prima dell'avvento del nuovo governo, per questo il progetto sarà cristallino e bipartisan. Il capannone del Petrolchimico lo acquisiremo e lo affideremo ai sindacati come spazio di celebrazione del lavoro". 

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