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Porto Marghera, tavolo permanente per bonifica e riqualificazione

Regione, Comune, Provincia, Autorità Portuale, Confindustria e sindacati, hanno messo a posto il Progetto generale per le future destinazione d'uso

Un tavolo permanente sul futuro di Porto Marghera, una finestra aperta sulla riconversione di una delle zone più problematiche del Comune, si è tenuto martedì a Mestre, in via Piave. La prossima settimana, poi, l'assessore regionale alla Legge Speciale, Renato Chisso porterà in Giunta il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale con tutti gli aggiornamenti previsti dalle normative vigenti. Continuano, però, le voci critiche dei sindacati, che chiedono conferme per il futuro dei lavoratori "congelati".

BONIFICHE E PROGETTI - I rappresentanti di Regione, Comune, Provincia, Autorità Portuale, Confindustria e sindacati, hanno messo a posto il Progetto generale per quanto riguarda le bonifiche, le future destinazione d'uso delle aree e diversi progetti che riguardano investimenti e l'occupazione nell'area di Porto Marghera. Un incontro coordinato da Giovanni Artico, Responsabile del Dipartimento per il Recupero Ambientale della Regione. "Abbiamo formato dei gruppi di lavoro con tutti gli attori interessati - spiega Chisso - per capire in modo sistematico dove e come intervenire. Sono stati presi in esame i settori produttivi verso i quali indirizzare la riconversione dell'area industriale, comprese quelle limitrofe in questo caso di Murano".

COME SI PROCEDE - Durante l'incontro sono state illustrate le informazioni per accedere alle agevolazioni e ai finanziamenti statali. “I tre miliardi di euro di investimenti previsti dal Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale di Porto Marghera rappresentano un segnale positivo per il futuro dell’area perché confermano, da una parte, la volontà degli imprenditori di continuare ad investire nel nostro territorio e dall’altra la capacità di Porto Marghera di attrarre nuovi investimenti e nuove iniziative industriali. Il piano di investimenti presentato, che oltre ad opere infrastrutturali e bonifiche prevede lo sviluppo di progetti industriali promossi sia da aziende ed enti storicamente presenti nell’area che da nuovi soggetti imprenditoriali, conferma inoltre la vocazione produttiva-industriale di Porto Marghera e l’importanza dell’area nell’economia veneziana e dell’intero Veneto”. Queste le parole dell’assessore comunale allo Sviluppo economico al termine dell’incontro del Tavolo permanente per Porto Marghera. È stato illustrato quindi il Contratto di sviluppo, che favorisce la realizzazione di investimenti di rilevanti dimensioni, sia da imprese italiane che non (ma sempre con sede in Italia), per progetti che vanno da un minimo di 7,5 milioni a un massimo di 20 milioni.

NUOVI OBIETTIVI - Durante l’incontro sono stati condivisi i contenuti della versione aggiornata del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale di Porto Marghera che ora dovrà essere presentato al Ministero dello Sviluppo Economico per essere formalmente approvato; inoltre sono state presentate anche nuove opportunità di finanziamento straordinario finalizzate al recupero di aree dismesse e all’insediamento di nuove iniziative imprenditoriali nell’area di Porto Marghera. L’assessore ha concluso sottolineando che “per facilitare l’attuazione degli interventi di riconversione industriale e favorire l’avvio di processi produttivi innovativi e ambientalmente sostenibili capaci di creare nuova occupazione è necessario superare i fattori che hanno condizionato lo sviluppo dell’area. A tal riguardo ha ricordato che “il Comune di Venezia e la Regione Veneto stanno promuovendo le azioni necessarie a perfezionare in tempi brevi l’acquisto in blocco di aree di proprietà Syndial che consentirà di mettere a disposizione del rilancio di Porto Marghera aree industriali a prezzi competitivi. Inoltre l’Amministrazione Comunale è impegnata nella definizione di modalità e strumenti finalizzati a dare agli imprenditori pronte risposte alle loro istanze in termini di acquisizione dei titoli abilitativi e autorizzativi”.

RABBIA SINDACALE - Ancora per niente soddisfatti invece i sindacati, anche loro presenti all'incontro di martedì. A preoccupare le sigle sono i posti di lavoro a lungo promessi ma mai arrivati che sarebbero dovuti servire a restituire sicurezza ai dipendenti che al momento sono costretti a vivere nel limbo dell'incertezza: dei 300 posti promessi con la ricollocazione - spiega Filctem Cgil - siamo ancora fermi a zero. I lavoratori però non possono più aspettare: per molti la mobilità è finita o sta scadendo, e i tanti corsi di formazione non hanno portato risultati, anzi, ormai per alcuni sembrano quasi una presa in giro: c'è chi racconta di aver partecipato anche a sei formazioni diverse, senza alcun risultato concreto.

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