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Economia Marghera / Via della Geologia

Dalla Co2 degli impianti di Porto Marghera al bio-idrogeno: i progetti di Veritas

Sono le sperimentazioni del Green propulsion Laboratory all’interno dell’area della società Ecoprogetto. Tecnologie green per rigenerare il polo industriale veneziano in partnership con università, imprese e start up

I consiglieri della quarta e quinta commissione consiliare del Comune di Venezia (guidati dai due presidenti Deborah Onisto e Alessio De Rossi) hanno visitato mercoledì mattina il Green propulsion Laboratory di Fusina, all’interno dell’area della società Ecoprogetto Venezia (controllata da Veritas). Il GpLab, inaugurato a febbraio 2020, è la struttura realizzata e gestita da Veritas nell’ambito dell’accordo per Porto Marghera tra Comune di Venezia e l’allora ministero dell’Ambiente per promuovere e realizzare nel territorio comunale interventi di efficienza energetica e utilizzo di fonti di energia rinnovabile, in grado di ridurre i consumi e le emissione di anidride carbonica. Ma è un cammino, quello percorso dal "Green propulsion laboratory" di Veritas, iniziato una decina d'anni fa quando il ministro dell'Ambiente Corrado Clini lo finanziò, attraverso il Comune, al fine di farne un centro di eccellenza per sperimentare tecnologie green applicabili alle industrie di Porto Marghera.

 Tra i progetti più interessanti ci sono la produzione di idrogeno dai batteri rossi estratti dalla laguna di Venezia (selezionato e finanziato dall’Ente spaziale europeo); le "Foreste liquide", alghe che con la luce catturano l'anidride carbonica emessa dagli impianti industriali per produrre bioidrogeno, e la collaborazione con una start up di giovani ingegneri che hanno messo a punto un sistema per recuperare i numerosi materiali (comprese le preziose terre rare) contenuti nei pannelli solari esauriti e non più utilizzabili. Attraverso il progetto Ecopolimeri, per la produzione di plastiche biodegradabili, si possono fabbricare perfino i tacchi delle scarpe, anche nel distretto veneto della calzatura della Riviera del Brenta.

Attualmente, sono in fase di sperimentazione due progetti che prevedono l’utilizzo e la trasformazione dell’anidride carbonica: il primo in metano, con sistemi chimico fisici che catturano la CO2 di origine industriale; l’altro in idrometano, abbassando così del 30% le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. I consiglieri hanno visto all'opera il nuovo distributore di biometano, a fianco del GpLab, ricavato dalla frazione organica dei rifiuti e destinato ai veicoli pesanti. La maggior parte delle attività del GpLab è in collaborazione con i laboratori di ricerca delle Università di Venezia e Padova ed è finanziata da bandi e progetti regionali, nazionali, europei e con i fondi del Pnrr. Le attività del GpLab sono state illustrate ai consiglieri dal direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, e dal responsabile della struttura, Graziano Tassinato.

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