Economia

Una cordata di imprenditori scommette sul centro Tom: «Ripartiamo, ha tutte le potenzialità»

Un progetto semestrale per riavviare l'attività dei negozi nel centro di Santa Maria di Sala. A presentare il progetto è Igor Clementi di Hello Sport: «Credo molto nelle riaperture il sabato e la domenica». Con i vecchi dipendenti non è andata bene: «Solo in 12 hanno accettato la proposta»

Riavviare un progetto imprenditoriale così vasto di questi tempi può sembrare un azzardo ma Igor Clementi, titolare di Hello Sport srl, affronta la sfida con determinazione ed entusiasmo. È stato lui a prendere in mano le sorti del centro Tom di Santa Maria di Sala, dopo il fallimento di Tom Village: una questione di affari, sì, ma a spingerlo è stato anche un richiamo affettivo: «È un posto di cui sono innamorato, ci venivo come cliente fin da quando ero bambino - racconta Clementi, che possiede negozi anche a Padova -. Per me è motivo di orgoglio dirigere questa operazione».

Il progetto, nato dal bando di gara emesso dalla curatrice fallimentare, prevedeva anche un accordo con i sindacati che è stato siglato il 30 aprile. Clementi era entrato nel Tom a novembre con il negozio di articoli sportivi Tom Sport, attivo fino a febbraio. Poi ha deciso di fare la sua proposta, che è anche una scommessa: «Dal punto di vista imprenditoriale è una mezza follia: siamo ripartiti io assieme ad altre società, ognuno con il proprio spazio nel centro commerciale, e solo per rimettere in piedi questa macchina abbiamo affrontato una serie di spese: impianti, pulizie e bollette. Abbiamo recuperato i vecchi fornitori pagando in anticipo e strutturato un progetto di 6 mesi sapendo che inizialmente, per le norme anti Covid, si poteva aprire solo 5 giorni alla settimana, perdendo i guadagni del weekend che sono la maggior parte. Credo molto - aggiunge - nelle riaperture il sabato e la domenica da questa settimana».

«Sono attive varie società - riepiloga - Non solo sport è stato il primo ad accettare la mia proposta, poi hanno aderito la profumeria, la gioielleria, lo store Generazione Z, il bar, oltre alla mia società che gestisce tre o quattro spazi. Il prima possibile cerchiamo di riaprire tutto, anche il negozio casa e il Floor One che ha bisogno di alcuni lavori». Una nota dolente riguarda i lavoratori: «Ho contattato tutti i dipendenti e mi è dispiaciuto constatare che solo in 12, su 140 totali, hanno accettato la mia proposta. Non potevo sostenere le vecchie condizioni contrattuali e così la maggior parte ha rifiutato. Ho fatto loro un'offerta, intanto per 6 mesi, perché avevo il desiderio che tornassero a lavorare».

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